SPONTANEITA' PERDUTA (?)

Faccio sempre più fatica a scrivere sul blog. è un posto a cui sono molto affezionata. è nato insieme alla mia avventura musicale, appena iniziata la collaborazione con la Sony, e da allora l'ho sempre coltivato con attenzione.
adesso sta diventando sempre più frequentato. da un lato ovviamente mi fa un piacere enorme, dall'altro tra i miei lettori ci sono sempre più persone che conosco che hanno con me le relazioni più diverse: i musicisti della mia band, familiari, amici, ex compagni, conoscenti, parenti, nemici, colleghi di lavoro. è facile immaginare quanto sia difficile essere ancora spontanea come ero una volta senza coinvolgere nè alludere a nessuno in particolare, senza pestare i piedi a qualcuno, senza destabilizzare qualcun altro. cose che vorrei fossero segreti per certi e verità per altri devono per forza di cose appartenere ad una categoria sola. il risultato è che le tengo per me. pensavo di essere immune a questo tipo di condizionamenti, e invece no. ho paura di usare l'ironia, così come l'eccessiva dolcezza, o l'aggressività. ho paura a fare vedere i miei lati più privati, sia quelli assolutamente bastardi che quelli fragili come la velina di una caramella. a volte ho la certezza che si possa essere davvero senza freni soltando isolandosi del tutto dal mondo, e parlandone come se fosse qualcosa che non ci appartiene.
sempre più spesso mi trovo a scrivere pesando le parole, e davvero, in vita mia non ho mai, e sottolineo mai, scritto qualcosa che non fosse di getto.
non chiuderò il blog. selezionando accuratamente i vini da bere mentre scrivo, la luce che mi circonda, le spezie che uso (mi piace masticare un chiodo di garofano a volte, mentre lo faccio...ha un sapore orrendo ma mi fa sentire come gli allenatori di baseball che tenevano in bocca un po' di tabacco durante le gare. mi fa sentire forte), cercherò di non perdere quello che a molti di voi è sempre piaciuto, e cioè il coraggio di mostrarmi.
spero di riuscirci senza diventare banale.
quando stavo in studio da emil a registrare l'album c'era una scritta che è rimasta sulla lavagna magnetica per quasi tutto il tempo, appena sopra "tenere pulito atrimenti...". questa scritta era "tu vuoi capire troppe cose". l'ha coniata emil per tenermi buona quando esplodevo in una costellazione di domande se non capivo il perchè di certi cambiamenti nelle cose che sentivo. "perchè adesso ha meno tiro? perchè la voce è meno scura? perchè non c'è più il piano?"
tu-vuoi-capire-troppe-cose, era la risposta. la mia reazione la potete immaginare, all'inizio mi inkazzavo come una biscia, ma poi ci ho fatto l'abitudine ed è diventata una specie di frase magica da usare in qualunque occasione, dalla briscola al bar al pranzo di lavoro al ristorante.
tu vuoi capire troppe cose è la stessa cosa che direi a voi quando mi leggete e vorreste approfondire, o capite solo a metà perchè l'altra metà la tengo nascosta, per i motivi detti sopra.
è la massima di un'equilibrista che deve stare attenta a non pestare un numero di fili sempre maggiore, e sempre più intricati.
si sa, queste storie finiscono sempre col Game Over.
gaia