QUESTIONE DI SCELTE



Questo week end spero di riuscire a realizzare e postare il video di una o due canzoni live chitarra e voce, e magari qualche nuova foto.
stiamo ultimando gli ultimissimi ritocchi ai missaggi, siamo davvero agli sgoccioli. mancano solo due canzoni, le più delicate da rendere: so perfect e swearing that you would.
intanto sto cercando un buon posto dove fare il mastering del disco. ci sono alcuni nomi in lista, l'importante è che sia gente che ha dimestichezza con il rock, che ha un gusto ed influenze più internazionali che italiane.
vedremo. questo mi costerà gli ultimi spiccioli più altri che non ho, quindi non stupitevi se mi vedrete fare la barista in qualche locale di brescia e dintorni quest'estate, o chiedervi come volete la pizza. bisogna arrangiarsi come si può.
oggi in studio si è parlato molto della nuova direzione che abbiamo scelto per il disco, cioè non più rock classico, "citrullo", come lo chiamo io (senza rinnegarlo), basso-batteria-chitarra, ma un rock più raffinato contaminato dall'elettronica.
questo significa che abbiamo mescolato suoni veraci, come le chitarre acustiche, elettriche, certe batterie e bassi veri, con altri che invece sono digitali. loop, ma anche suoni veri e propri, o storpiature di strumenti reali.
abbiamo scelto questa direzione, coraggiosa devo dire, per una serie di motivi.
il primo è che siamo, di fatto, in 3. questo ha reso necessario un lavoro di concepimento, arrangiamento e realizzazione dei pezzi con dinamiche diversissime da quelle che ci sarebbero state per una band. una band al completo, affiatata, e pronta sui pezzi che prova da tempo può registrare un disco in una settimana e farlo suonare tuttosommato bene. 3 persone, un fonico/arrangiatore e due autori, di cui uno voce e uno chitarra, no. abbiamo dovuto creare dallo scheletro dei pezzi, quello che sentite nelle mie versioni acustiche, tutto un nuovo mondo. questo da un lato ha reso il lavoro titanico, dall'altro cio ha permesso di essere più originali.
il secondo motivo è che sentivamo l'esigenza di creare una dimensione ricnoscibile. il rock classico con voce femminile, anche se insolitamente grossa, è cosa già vista. non volevamo correre il rischio che ci venisse detto "beh, molto brava, molto bene, molto belli, ma niente di nuovo".
il terzo motivo è che sono una persona complicata, un'artista complicata, una donna complicata, e in questa nuova veste posso farvi vedere molte più sfumature della mia personalità rispetto a prima.
il risultato spero sia accolto con entusiasmo.
il rovescio della medaglia è che è certamente un disco meno immediato di quello che sarebbe stato seguendo una linea tradizionale. richiede più impegno nell'ascolto, più attenzione. è un disco che non si può capire tutto al primo passaggio, ma che ogni volta rivela qualcosa di nuovo, perchè carico di dettagli, di sfumature.
è un viaggio a più riprese. io stessa, dopo milioni di ascolti, mi sorprendo a notare cose che prima mi passavano inosservate.
questo farà sì che io perda, probabilmente, una larga fetta di acquirenti "easy", ma anche che ne conquisti un'altra, magari più ridotta ma più valida, fatta da gente che ama percorsi più impegnativi.

tutte queste seghe mentali per dire che prego dio che me la mandi buona.
perchè so, e me ne frego se sembro immodesta, che potrei fare un bell'album rock classico, un bell'album tutto acustico (questo resta un mio splendido sogno), un bell'album tutto in italiano, un bell'album alternativo.
lo so, perchè fare musica è una delle poche cose che amo davvero fare, e perchè non c'è nessuna dimensione a cui mi senta poco affine.
il problema è che ho fatto una scelta tra queste, e che non so, se dovessi fallire, quando e se mi verrà data una seconda occasione.

gaia