CONCEPIMENTO
Nel pomeriggio foto.
stasera riascolto dei missaggi prima di tornare in studio domani.
in mezzo palestra, piscina.
domani vado a ritirare i CD stampati con libretto, mi hanno detto che sono "uno spettacolo". sono felice. il lavoro di tutti questi mesi è servito a qualcosa, anche se magari resterà solo un cover-look promozionale. ho fatto, stravolto e rifatto il progetto almeno 30 volte da dicembre ad oggi, ma sono molto soddisfatta del risultato.
sono settimane che i ritmi sono frenetici, che tutto deve essere sotto controllo pur non essendolo affatto. in fondo va bene così. sono una che sta bene quando è molto impegnata, per quanto possa essere faticoso. spero che le cose girino sempre più velocemente. mi piace avere milioni di cose a cui pensare, anche se la notte non dormo. mi piace sentire che sto lavorando, concretamente. lasciata ad aspettare divento una mela cotogna, vado in marmellata sotto il sole.
ho voglia di scrivere una nuova canzone...anzi, più di una. vorrei scrivere un nuovo album a dire il vero. vedere cosa esce dalla persona che sono diventata, non più da quella che ero. potrebbe essere interessante fare un video di come nasce un pezzo tra me e andrea, ma durerebbe almeno mezz'ora e non so se mi sentirei davvero libera di creare come so. credo di no. sono sempre momenti pieni di tensione, ci scappano almeno 3 o 4 litigate. parolacce, quelle sempre, da ambo le parti. che gusto ci sarebbe se no? no, credo sia infattibile. i primi 20 minuti di solito si passano con me che lo guardo annoiata e lui che fa i suoi cazzeggi sulla chitarra. verso il 21esimo in genere comincio ad alzare la voce e a lui viene voglia di picchiarmi. sulla mezz'ora, non so perchè, arriva sempre un santo a salvarci, tipo un giro che cattura la mia attenzione o un'idea interessante. facciamo temporaneamente pace e lavoriamo un po'. questo po' ha una durata media che va dai 3 ai 9 minuti. non di più, mai. quando arriva un'idea, è quella la resistenza media. oltre quella avvengono rotture di chitarre sulla testa, minacce, ricatti, fughe con la macchina, inseguimenti. negli anni, quindi, abbiamo imparato che quando sta per arrivare il punto di rottura è meglio andare ognuno a casa propria.
io prendo il mio registratorino con sopra la sua traccia, lui la sua maledetta acustica, e ci allontaniamo all'orizzonte in direzioni diametralmente opposte.
la canzone poi nasce da me, nei posti più disparati, sul letto/in giardino/in bagno/davanti al barbecue/sotto il cane/dentro la legnaia/sul maggiolone. ah già for someone else l'ho inventata in macchina, ma quella è un'altra storia.
insomma, da quel momento parte un'interazione via mail o telefono di files, prove e aggiustamenti vari finchè collaborando non arriviamo ad un accordo. io sulle melodie soprattutto, lui sulle parti musicali. per festeggiare mangiamo sempre sushi.
però di fatto il concepimento avviene in quei 20 minuti faccia a faccia in cui ci strapperemmo persino le budella (ma quanti significati ha Face to Face? :)).
ricordo una volta in cui ero talmente arrabbiata (nemmeno so perchè) che sono andata a un millimetro dalla sua faccia, e con un'espressione che nemmeno jack nicholson gli ho sibilato: "mi fai talmente schifo che mi sembra di vederti per la prima volta".
lui mi ha fissato senza muovere un muscolo e mi ha risposto "specchio riflesso".
quella sera è poi finita alla pizzeria/ristorante "alibenaco".
la ricordo come una delle migliori spaghettate ai frutti di mare di tutta la nostra vita.
gaia