ANCORA PROVE



Le prove proseguono, questa settimana a ritmo più serrato.
è veramente poco che il gruppo è al completo, l'altra sera c'è stata la prima vera prova con tutta la formazione. stiamo lavorando sodo in vista degli spettacoli dell'autunno, anche perchè d'ora in poi non dovrò lasciarmi sfuggire nemmeno un'opportunità, sia in acustico che non.
sono soddisfatta, i ragazzi sono in gamba e l'atmosfera è rilassata. a volte mi viene da ridere quando gioco a fare il capetto che comanda, o becco qualcuno con la faccia da scolaro preoccupato che la maestra dica il suo nome guardando il registro.
in realtà ci tengo che tutti si sentano liberi di dare il proprio contributo personale ai pezzi (sempre che questo contributo mi piaccia :D), sono convinta che suonare sia bello quando lascia spazio anche all'espressione di una parte di sè, fare il muscista turnista è remunerativo ma decisamente alienante. e poi tempo per inkazzarsi ce n'è. i miei sanno bene che prima o poi arriverà la scenata, l'evasione dalla sala prove, il "mollo tutto", il vaffanculo...sono cose che fanno parte di me, con i sonic l'ho fatto 100 volte, non vedo perchè stavolta dovrebbe essere diverso.
l'affiatamento di un gruppo è tuttta la sua radice, ed è qualcosa che si costruisce soltanto col tempo. voglio arrivare al punto in cui si smette di pensare a come il proprio comportamento verrà giudicato dagli altri membri, quel meraviglioso magico punto in cui si dice "ma sì, lo sai che XXX è fatto così, che ci vuoi fare, gli vogliamo bene così com'è".
sembra ovvio, ma non lo è.
queste sono cose che influenzano profondamente anche l'espressività generale di una band, quelle cose che la gente intuisce soltanto pur senza essere in grado di spiegare a parole che cosa avverte. è qualcosa di molto simile al fascino. ecco, una band ha davvero fascino se tra i suoi componenti sono cadute tutte le barriere.
musicalmente parlando ci stiamo assestando. mi sto attivando per migliorare gli ascolti generali ed i miei nello specifico. farò fare degli ear monitor su misura che non mi cadano ogni due secondi dalle orecchie e mi permettano di controllare bene ogni sfumaura timbrica e d'intonazione, o il lavoro - per me - sarebbe del tutto inutile fatto così approssimativamente. abbiamo provato ad isolare un po' la batteria con del plexiglass e la settimana prossima aggiungerò una cassa. oltre al pianoforte c'è anche andrea che si occupa degli effetti. è un tasto molto delicato e stiamo facendo degli esperimenti per trovare la dimensione giusta. inoltre voglio affiancare al lavoro anche la preparazione di un repertorio acustico, con pezzi non necessariamente presenti nell'album, per integrare lo show e averne uno unplugged adatto ai posti che ci richiederanno una versione più soft.
ho voglia sfondare, di far vedere di cosa sono capace, di raccogliere i frutti dei miei sforzi. ho voglia del contatto con la gente, di crescere sul palco.
direi che quello che ho dentro in questi giorni è qualcosa che si potrebbe riassumere bene con la parola "dinamite".
non ho tagliato i capelli. solo quattro dita, da sola, con un colpo netto di forbice. sono ancora schifosamente lunghi, ma molto più robusti. non sono ancora pronta. il corto mi piace e mi dona, ma la mia testa è la mia coperta di linus, adesso.
ho pensato che non sarei stata capace di rinunciare alla possibilità di sembrare un po' selvaggia tutte le volte che mi gira.

gaia