SOLDI E DESIDERI
Non faccio musica per il vil denaro.
i soldi non hanno mai mosso il mio personalissimo mondo, non sono mai stati nè una spinta nè un obiettivo. non ho mai pensato all'uomo più ricco come al più fortunato e non ho mai invidiato la gente più ricca di me. certo, parlare da benestante è facile, me ne rendo conto. così come mi rendo conto del fatto che uno scrive e suona per l'amore, il successo, la gloria, l'immortalità persino, ma che tutto sommato ci sono aspetti del poter vivere economicamente dei frutti della propria arte che sarebbero fantastici.
bisogna ammetterlo.
oggi pensavo che se dovessi riuscire a fare di questo mio talento un lavoro vero, e un lavoro di quelli superpagati, avrei subito tanti desideri.
una casa tutta mia, ma non importa quanto grande. anche solo un bel monolocale in una grande città ed in un bel quartiere. l'importante è che sia tutta ma proprio tutta mia e ci possa stare da sola.
un cavallo tutto mio. un meraviglioso bellissimo focoso cavallo maschio di colore scuro di nome Adidas.
un campo da tennis tutto mio, con dentro già l'avversario.
un cuoco giapponese.
un massaggiatore thailandese gay a cui hanno tagliato la lingua, così non mi sentirei in dovere di fare conversazione mentre mi voglio rilassare.
la possibilità di fare immense donazioni per la ricerca contro le malattie neuromuscolari, che sono quelle che mi terrorizzano di più. donare tanti soldi e poter stare in laboratorio con gli scienziati, su uno sgabello, e ogni due minuti chiedere "trovato qualcosa?" "e adesso?" "adesso trovato qualcosa?"
uno scoglio su un mare stupendo tutto mio. uno scoglio col bollino G dove nessuno può salire. lo vorrei pieno di patelle e con una parte piatta per stare seduta.
un negozio pieno di vestiti disegnati da me, perchè esiste una fetta di mercato che nessuno ha ancora coperto, che è quella che risponde al mio gusto. tutti i vestiti attualmente su questa terra mi fanno al 98% schifo.
una piccola signora grassoccia e molto materna con una bacchetta con la punta a forma di stella piena di brillantini, che mi ripete in continuazione di essere la mia Madrina Turchina. io saprei che la pago per dirlo, ma forse col tempo lo dimenticherei.
una Delta Integrale 16 valvole nera, quelle non le fanno più.
un cucciolo di tigre bianca a cui dormire abbracciata.
un personal trainer di ping pong.
è vero, i soldi non sono niente, ma bisogna riconoscere che sono dei tappi perfetti per quei piccoli grandi buchi chiamati desideri.
gaia