LOOK E ROCK

Non c'è nulla di più ridicolo, sbagliato e provinciale che considerare rock solo un look estremo da dito nella presa della corrente.
molta gente si meraviglia del fatto che una voce come la mia appartenga alla mia immagine. sono alta ma ho un aspetto molto dolce, sono bionda e ho la pelle chiara e gli occhi grandi. più di una volta mi sono arrivate mail che dicevano "non posso credere che la tua voce esca da un'immagine come la tua", o "ma hai un aspetto angelico, non ci credo che sei rock!".
all'intervista a radio kiss kiss il giorno prima del festivalbar, mentre mi aggiustavo sulla sedia, il conduttore disse on air "io giuro che mi aspettavo di vedere arrivare una alta, con i capelli neri e la faccia scura, e invece signori...alta è alta, e invece è bionda, molto bella, e dolcissima...giuro non me l'aspettavo!".
sul dolcissima non metto mano, lo dicono prima che io inizi a parlare (poi non ne sono più così sicuri ;)). dev'essere l'espressione degli occhi o il mio modo di muovere le mani, non ne ho la più pallida idea. andrea mi dice sempre che quando mi raccolgo i capelli disordinatamente in modo che spunti la parte finale della coda sopra la testa sembro un cartone animato giapponese. questa cosa me l'ha detta anche un'altra persona di recente e mi ha fatto sorridere, perchè vuol dire che è proprio vero. una specie di sailor moon, perchè ho una mimica spiccata e occhi invadenti.
qualche giorno fa in tv, non ricordo in quale telefilm, c'era un bimbo che stava leggendo il tema scritto per la sua mamma che non c'era più. diceva più o meno così: " la mamma ha gli occhi grandi come un cartone animato giapponese, e quando ride le diventano sottili, sottili, così sottili che non si vede più quello che c'è dentro ".
mi ha commosso.
è incredibile quanta bellezza ci sia nel mondo dei bambini, anche quando le loro battutte le hanno scritte i grandi.
ma sto divagando.

quello che volevo dire era che io sono rock ma non nel senso obsoleto del termine. quello che i superficiali non vedono è che il rock non è avere i capelli cotonati, i teschi tatuati, i vestiti di pelle nera, le borchie, o spaccare le chitarre. quello forse era rock all'inizio, quando rappresentava trasgressione. diversità. oggi invece è stereotipo puro. rock? nera-truccatissima-scarmigliata. quindi quella lettura del rock è quanto di meno rock ci sia, proprio perchè scontata.
l'essenza del rock è l'andare controcorrente. essere se stessi ogni volta che l'ambiente ti chiede chi sei pensando di conoscere già la risposta. io sono rock perchè sono diversa e vivace. sono rock proprio perchè resto fedele a quello che sono in un momento in cui spesso si ragiona per luoghi comuni. sono rock perchè dico quello che penso, faccio quello che credo, e sempre qualcosa che non ti aspetti. sono rock perchè credo che il mio aspetto sia la cosa più rock della terra proprio perchè non lo sembra affatto. sono rock perchè quando ascolti running immagini una donnona nera con 40 kg in più, capelloni rasta e mega tettone che ballano sopra tre metri di pancia, e invece se ti suono il campanello e tu guardi dallo spioncino ti sembrerà di essere dentro il frigo del Philadelphia.
quando in sony mi facevano cotonare i capelli fino a toccare il soffitto, mi bistravano gli occhi di nero, mi prendevano le misure con la pelle nera, con i fondotinta mattone, dentro di me pensavo: ma chi cazzo è questa allo specchio? ma chi cazzo ci crederà mai? ma soprattutto, dove inizio e io e dove finisce il fantoccio?
ricordo un pre servizio fotografico in cui sembravo tina turner. mi avevano messo un quintale di lacca nei capelli e poi col pettine avevano grattato e grattato e grattato finchè ero diventta la pubblicità del mars, e più precisamente il leone.
mi volevano mettere tacchi dorati altissimi e catene d'acciaio che pendevano dai fianchi. usavano terre scure e luci da prigione. ma è rock questo? ma era gaia, quella? oh, no ... era l'ologramma che gaia aveva lasciato in mano loro, andando a rintanarsi accucciata in un angolo della testa, e facendo avanti e indietro con la schiena chiedendosi quando sarebbe finita.

quello che non capivano è che la gente è capace di innamorarsi perdutamente di chiunque abbia la pulita trasparenza di essere se stesso.

gaia