MENTRE TE NE ANDAVI

"Sembri una caramella di zucchero nella carta velina", mi hai detto quella volta vedendomi nuda nel letto, con poche lenzuola sottili ad accompagnarmi i contorni.
"Zuccherina, candita e profumata, sei quasi friabile al tocco delle dita ... la tua pelle fa un assorto rumore di croccante".
Respirando sollevavo appena il bavero del lenzuolo azzurro, e non sapevo che tu stavi osservando la pienezza di quel soffio.
"Sembri un pomodoro di mare dolce e salato insieme, sei un fiore rosso sul tuo sedere grandioso".
Io mi perdevo nei miei capelli, e vedevo tutto giallo insieme.
"Non avere paura", mi sussurravi, "non avere paura", e lo dicevi mentre te ne andavi.
gaia