UN CACTUS CON LE SPINE

Ho appena ricevuto una mail favolosa.
sono corsa qui a dirlo sul blog non nella speranza che la persona che me l'ha scritta abbia una prova tangibile di quanto mi abbia toccato ... ma perchè ultimamente mi sento inadeguata.
sì...ultimamente mi chiedo se realmente meriti tutte le manifestazioni di stima, affetto o amore che ho. è un periodo in cui sono fortemente ripiegata su me stessa, in concentrazione per alcuni miei guai e soprattutto per portare a termine il progetto per cui tutti siamo qui, ad aspettare. l'egoismo (buono) che mi contraddistingue è arrivato ai massimi storici, nel senso che nella mia testa c'è stato veramente poco spazio per il concetto di "altri" negli ultimi mesi, ora più che mai. penso sia un mio limite...una questione di scarsità di risorse finite, come direbbe un ingegnere. questa è la forza morale che ho: di più non ce n'è. dunque devo scegliere su cosa orientarla, ed è tipico di "gaia" far cadere la decisione su un qualche obiettivo o problema di "gaia".
sono settimane però che qualcosa sta cambiando. e più manifestazioni positive ricevo, spesso (anzi, quasi sempre) disinteressate, e così viscerali, emozionanti, gratuite, sentite...più il mio disagio si acuisce.
merito davvero quello che ho? merito davvero che mi venga sempre perdonato ogni fottuto colpo di testa, ogni esagerata ipocondria, ogni sparizione, ogni isolamento, ogni inkazzatura, ogni colpo inferto? e poi, merito davvero che qualcuno si prenda la briga di scrivermi mail bellissime, in cui parla della mia arte e del significato che ha nella sua vita, dei miei quadri, o dei miei scritti, o della mia voce, o della mia musica? merito che un bimbo stupendo impari le mie canzoni a memoria e mi dica "ciao gaia!" in telecamera con quel sorriso fantastico e tutto l'imbarazzo dei suoi pochi anni?
io non credo, sapete...
sento forte l'esigenza di fare qualcosa per gli altri, oggi. l'ultima mail mi ha commosso. veramente. tutto quello che faccio io è staremene qui per i cazzi miei a pensare ai miei problemi, alle mie cose da risolvere, alle mie scadenze, alle mie mancanze, e ogni tanto mi piovono dal cielo minuscoli enormi regali senza che io debba nemmeno muovere un dito. è una sensazione strana...bellissima e corroborante all'inizio, e poi di desertificazione...mi vedo seduta in mezzo al deserto sotto un cactus, ma guardando meglio quel cactus sono io, con tutte le mie spine.
devo meritarle le cose che ho.
dio solo sa quanto me ne rendo conto, anche se davvero non so da che parte cominciare.

gaia