A NEW BEGINNING

Dicono che chiusa una porta si apra un portone.
quello che non sottolineano è che non si sa quasi mai dove questo portone si trovi.
ne' per quanto tempo rimanga aperto.
ne', in fondo, se ci si possa passare attraverso tutti, e se tutti insieme o solo uno alla volta.
quando ero piccola pensavo che il destino fosse un' invenzione dei grandi. una specie di fandonia che ci si raccontava per sentirsi meno soli al mondo o per avvertire meno il peso dei propri sbagli. un giorno però, mentre osservavo il via vai delle formiche per terra, un signore con la faccia rossa e delle toppe nella giacca mi disse una cosa tanto semplice quanto rivoluzionaria: "le formiche seguono piccole strisce invisibili di zucchero ed umori, e così ritrovano la strada".
da quel momento io il destino lo intendo così. minuscoli e sottilissimi binari fatti di qualcosa di dolce, che ogni essere umano riconosce senza rendersene conto.
il destino mi spaventa. sa essere impietoso come un calcio in culo e ruffiano come una gatta da pelare. alanis diceva "and isn't it ironic?", e a parte il fatto che con quella frase riuscì a vendere 10 milioni di dischi aveva ragione.
tutte le volte che vedo una sfera di cristallo, una veggente sgangherata avvolta in un foulard giallo ed arancione, un mazzo di carte da tarocchi, un biglietto da visita con sopra le stelline dorate e la scritta "gilda vede il tuo futuro", io rabbrividsco. quella dolce, invisibile linea bianca mi appare di colpo violenta e minacciosa. si stira, tende, infossa fino a diventare una faglia nel suolo, di cui non si vede il fondo. e intorno tanti lumicini di candela, e occhi gitani color zaffiro e celeste, e mani raggrinzite che accarezzano tovagliette dorate da due soldi cercando di guardare il fondo della crepa.
le maghe, gli indovini.
a 21 anni ho fatto un numero che iniziava per 188 e ho chiesto ad una tizia che si chiamava mafalda, in diretta, se avrei mai avuto un contratto musicale. lei rispose la cosa più ovvia.
e lo fece senza sforzo.
mi disse solo "no".
quel no ha pesato sulle mie spalle per 8 lunghissimi anni, nonostante lei mi avesse anche informato che "mio marito avrebbe presto perso il lavoro". d'accordo, non ci aveva visto giustissimo, ma aveva risposto "no", e ogni canzone che ho scritto ci è passata dritta attraverso.
ogni pezzo, ogni nota, ogni sforzo di volontà in tutti questi anni ha dovuto essere più forte di quel "no".
non ci credere, gaia, mi dicevo...non ci credere.
infatti il contratto l'ho avuto.
e me ne sono anche liberata.
si può chiamare destino o pensare che sia successo e basta, magari perchè una farfalla in pakistan si è posata su una foglia di acero anzichè sul poggiolo di un muro di porto. avete presente? quella teoria in base a cui tutto influenza tutto il resto, anche la cosa più insignifcante.
non ho paura adesso. metabolizzerò tutto stanotte e domani mattina mi sveglierò con gli occhi-rana, la faccia gonfia ed una straordinaria voglia di combattere ancora.
perchè il mio percorso non finisce qui. anzi, è da qui che ricomincia. registrerò l'album più bello della storia e lo consegnerò al suo legittimo proprietario: la storia stessa. è una promessa che faccio a me stessa ed alla mia inarrestabile indole vendicativa. non c'è una sola cosa che non sappia fare, a parte perdonarmi. sono certa di riuscire.
nel frattempo vi regalerò un biglietto di sola andata sul Polar Express di un sogno gigantesco: quello di una sfrontata che vuole fare la rockstar. che vuole ancora fare la rockstar. e questo viaggio sarà fatto di scritti, racconti, immagini, nuove canzoni, video, sorprese, concerti virtuali, con cui vi terrò compagnia durante le registrazioni, e con cui spero di allargare questo conciliabolo di intenditori.
tenendo sempre presente quello che mi disse due mesi fa una certa pizia indovina.
"tra novembre e dicembre avrai un fallimento, che non dipenderà da te ma dal pessimo lavoro di chi ti circonda. ma da questo momento di sacrificio, dolore e riequilibrio tu rinascerai con nuova forza. sei protetta dalla fortuna, e la vita futura sarà improntata al successo".
brindiamo a pizia indovina e al suo terzo occhio con una coppa di birra poco fredda, stasera, sgranocchiando un etto buono di chissenefrega.
gaia