THE SHOW MUST GO ON
Mi sono dipinta la parte finale delle unghie di rosso.
solo la parte finale.
quella bianca.
non so se posso considerarla una vera forma di protesta, in fondo ce ne sarebbero di idee più efficaci per sfogarsi.
manifestare per le vie di milano vestita da microfono, sciopero della fame (troppo debilitante), sciopero della sete (troppo new age).
così ho deciso di colorarmi le unghie e affidare il messaggio al linguaggio dei segni come fanno i popoli selvaggi (e anche un po' avril lavigne, però io stavo pensando ai popoli selvaggi).
devo dire che non mi sento meglio, però la faccia stranita di quelli che incontro mi fa sentire piena di energia.
è un po' come avere il controllo della reazione, usando l'azione.
è proprio di questo che ho bisogno adesso.
di un minimo di controllo su qualcosa.
a volte mi sento stupida a continuare a scrivere qui dentro.
alla fine la cosa di cui più mi importa al mondo è riuscire a vivere di musica e comunicare per mezzo di quella.
invece siamo qui tutti in attesa, sempre più spazientiti, con sempre più sigarette accese (parlo per me) e sempre più dubbi nella testa, nemmeno fossimo in attesa della nascita di un figlio.
mi capita di sentirmi il proprietario di un circo che sta aspettando che arrivino gli elefanti, perchè tutti hanno pagato per vedere gli elefanti, ma gli elefanti tardano ad arrivare.
e così, per intrattenere, si improvvisa trapezista, giocoliere, pagliaccio e cantautore, distribuendo gratis lo zucchero filato per non far scappare i bambini.
"ancora un attimo di pazienza, siòre e siòri, ancora un attimo di pazienza e gli elefanti arriveranno! no...no siòre e siòri, su, non fate così...ancora un attimo e arriveranno...gli elefanti...arriverann....."
lo so, mi direte voi, non è così.
e io vi credo.
ma sono io la prima che vuole fare musica.
farne tanta, crescere, sperimentare, registrare bene i pezzi vecchi e quelli nuovi, e farli sentire, e interpretarli, e farli live, e pubblicarli, e leggerli recensiti su qualche tabloid.
e invece son qui, a parlare di musica quando la musica si dovrebbe farla e basta.
com'era?
"il carrozzone va avanti da sè"....
speriamo che questo posto di autonomia da inerzia ne abbia ancora un po', per trascinarsi stancamente verso la meta.
gaia
ps: emilio, tanto lo so che mi leggi.
ti perseguiterò ovunque andrai, dall'egitto a roncadelle, da cannes a corso garibaldi.
dentro il tuo myspace o al cenacolo.
finchè non si faranno altri due pezzi.