REINVENTARSI









Una vita passata a reinventarsi è un karma faticoso.
non so in base a cosa si distribusicano i destini. forse è un processo casuale, tipo un vecchissimo saggio jabba-de-a (*see image)che pesca biglie da uno scatolone d'oro e appiccica il numerino su delle pecore nude di passaggio, che poi lo portano a delle cicogne-rasta, che poi te lo imprimono nel DNA (ho visualizzato questa cosa qui, non chiedetemi perchè).
magari invece è un procedimento ragionatissimo, per cui paghi o riscuoti qualcosa delle tue vite precedenti. magari invece non c'è niente di tutto ciò e tutto quello che ci succede è classificabile come caos, fumo e niente arrosto, entropia.
io sono nata con un sogno ingombrante e non ci posso fare nulla.
potevo sognare di fare la cuoca, l'agente dell'FBI, la gelataia, l'avvocatessa dei colpevoli, la domatrice di cavalli, la geologa, la casalinga.
voglio fare l'artista.
e per arrivare a questo obiettivo mi trovo costantemente a dovermi reinventare la vita. ogni giorno cambiano le basi da cui parto. un ingegnere direbbe "le condizioni al contorno". quindi mi devo dare un nuovo obiettivo, nuovi stimoli. vincere nuove paure, magari proprio nel momento in cui avevo imparato a fornteggiare le vecchie.
si tratta di una genesi spirItuale ma anche pratica.
non è solo il superare una brutta notizia, l'affrontare l'assalto delle domande "allora? come vanno le cose?", l'esercitarsi a credere che il proprio valore sia assoluto e non quello che ti attribusicono gli altri.
è anche tirare a campare. dover rivedere il tuo budget. accettare che non ti puoi più permettere il sogno di magiare sushi 2 volte a settimana. cercare un lavoretto part time che non ti impegni e sia flessibile quel tanto che basta per sostenerti ma poter essere mollato subito senza tanti perchè, se dovesse servire.
mandi il tuo curriculum altisonante persino alle piadinerie.

"ingegnere 110 e lode, master in marketing cum laude, cantante-in-attesa-di-disco, contratto sony bmg, offresi per taglio prosciutti anche crudi, impastamenti manuali e angolo cottura. garantito spiccato senso del gusto, farcitura rapida, massima serietà. chiamare ore pasti".

tutti quelli che mi hanno conosciuto, fosse per un lavoro o per un corso di studi, si facevano la stessa domanda: ma tu cosa cazzo vuoi fare nella vita?
il mio cv è un bignami del lavoro. c'è dentro di tutto senza che niente sia approfondito. "brava in matematica ma portata per le arti però senza preparazione artistica però con ottimo senso estetico però anche razionale però tendenza alla leadership però lavora bene in gruppo però spiccate doti relazionali però ama il lavoro in solitaria."

conclusione: eeeeeeehhhhhhhhhhh?

quando mi han portato a napoli per il festivalbar e ho girato la chiave nella toppa della mia stanza d'albergo mi son cadute le valigie di mano.
ho pensato: "gaia, sei arrivata, cazzo".
suite fantastica, vista sul golfo, due televisori, divano, frigobar, androni e passaggi segreti, specchi, tendaggi, bagno con ogni sorta di gadget, ciabatte, accappatoio puro cotone, batteria di pentole mondialcasa e bicicletta con cambio Shimano.
ok, magari ho esagerato un po' però era una figata.
ho appoggiato il culo sul divano in tinta con la parete, signori, e mi son guardata intorno. mica male per una che scrive la canzoni a orecchio, mi son detta. mica male per una che ha mollato pianoforte al quarto anno perchè non aveva voglia di fare gli esercizi e quando arrivava il maestro tirava giù tutte le tapparelle di casa e lasciava fuori un cartello con scritto "non ci sono".
mica male davvero.
ho ordinato un piatto di tramezzini misti in camera, giusto perchè tanto pagava babbo sony e poi volevo vedere se il cameriere mi riconosceva, cosa che ovviamente non è successa. mi son fatta trovare con l'mp3 e le cuffie nelle orecchie per dargli un aiuto, ma niente.
poi mi son servita abbondantemente dal frigobar, che veniva puntualmente rimpolpato da una signorina che lasciava persino un cartellino col cioccolatino e sopra scritto "oggi la stanza gliel'ha rifatta Anna". Anna mi ha lasciato anche un balsamo per le labbra sul comodino prima di andare a letto, una tisana nel tardo pomeriggio,nuovi asciugamani verso le 18.
alla fine Anna passava così tante volte e senza che me ne accorgessi che mi ero convinta che in realtà non abbandonasse mai la stanza, così che mi sentivo sempre osservata.

comunque.

la mattina mi feci portare una gran colazione a letto, e per il terribile mal di gola che mi affliggeva chiesi "del miele". mi arrivò un tavolo a rotelle con una scultura d'argento e cascate di marmellate più 12 barattolini di miele, yogurth al miele e brioches al miele.
mica male, gaia, mi dicevo mentre sporcavo il copriletto.
mica male davvero.
ti chiedi come fai a non sentirti un pochino su quando ti succedono queste cose, almeno su quel tanto che basta da sbattere il culo per terra con gran fragore in caso di caduta.
dove sono oggi le mie tv al plasma? dove sono i miei 7 mieli di gusti diversi, e il mio putto in argento da cui scende l'uva? dov'è il servizio in camera alle 2 di notte?
e soprattutto, dov'è Anna?



Una vita passata a reinventarsi è senza dubbio un karma molto faticoso.


gaia