UN'ALTRA



Cambiare identità.
per tre ore soltanto.
vivienne de rouge. nessuna attinenza col colore dei capelli. caschetto nero corvino, con la frangia. per non essere riconosciuta. occhi molto colorati. troppo kajal, troppo eyeliner. decisamente una troia. abbigliamento sobrio. scarpe col tacco alto molto luccicanti. forse rosse. o gialle, o di un rosa shock. vivienne de rouge che fuma sempre. finita una sigaretta ne accende un'altra. lo fa con uno scatto velocissimo, come se fosse un gioco di prestigio. peccato non si possa fumare al chiuso. le guance con molto phard rosa, orecchini pendenti. gioielli che non porterei mani. per essere diversa. una sera soltanto. parlare con la R moscia, con una trasandatezza che indica una provenienza esotica, lontana. non troppo brillante nella conversazione, ma con la voce bassa. sorridere poco. forse mai. lasciare da parte la timidezza, quella che nascondo sotto l'esuberanza e che affiora sempre dall'angolazione del viso, o dal modo in cui si tendono le mie labbra quando rido davanti a qualcuno che non conosco. vivienne de rouge la sfrontata. di media intelligenza, ma che sa benissimo dove metterti le mani. non che io non lo sappia. solo che non mi si legge in faccia. forse. vivienne de rouge che beve solo vino rosso e superalcolici, e che profuma di talco e cose da finta signora. senza classe, senza charme, ma indiscutibilmente con uno stile tutto suo. che sa di nero, di corvo, di pelle molto pittata, di sesso assurdo e di fidanzamenti del cazzo durati due giorni. una di queste cose caratterizza anche me. e poi unghie coloratissime, proprio io che le amo nature. e un modo di tenere la testa che sembra lo strascico di un coma. come se pesasse duecento kili, sopra il tavolino del bar. ti guarda ma non ti vede, ti trapassa. di lei diresti che ha l'anima più scura degli occhi, di me che ho gli occhi più scuri dei capelli. cambiare per tre ore, una sera soltanto.
mutare ogni colore e sentire il brivido che dà.
lo farò.

gaia