ORIGAMI



Ho uno strano ricordo che appartiene a quando ero molto molto piccola e che è affiorato solo adesso, non so per quale assurda ragione.
questo ricordo siamo e io mio padre che facciamo origami sul tavolo di legno del salotto della nostra mansarda. non ho mai fatto cose padre-figlia con lui, non le classiche attività che si fanno per rafforzare i legami, aumentare la fiducia, sviluppare i ruoli, insomma tutte quelle cazzate da strizzacervelli che lasciano il tempo che trovano. io e lui ci siamo assestati in modo molto naturale sulle sponde opposte di uno stesso fiume spazzato da un corrente vorticosa. camminiamo nella stessa direzione a velocità molto diverse, e ci teniamo d'occhio. nessuno ha mai osato costruire una zattera. e in fondo va bene così.
con mio padre però ho fatto gli origami.
mi è venuto in mente oggi, mentre pensavo che questa giornata di sole non la potrò godere come al solito e che le foglie dell'albero di fronte, d'autunno, assumono sempre gli stessi complicatissimi colori, facendomi sentire a casa. mi ricordo che aveva comprato un libro e della carta colorata e che lavorava con una velocità ed una precisone incredibili, come suo solito, nonostante non ci avesse mai provato. io stavo sopra una sedia di legno e un sacco di cuscini per spuntare con gli occhi sopra il tavolo, e ogni tanto ci provavo anche io, ma senza risultati. non mi veniva nemmeno un aeroplanino in grado di volare. lui invece faceva un sacco di animali. io lo guardavo e gridavo il prossimo che avrei voluto vedere. "il fenicottero!" "il rinoceronte!" "papà, fammi la giraffa! la giraffa papà!". lui non sorrideva ma parlava, questo lo ricordo, parlava di incastri, proporzioni, usava certe parole difficili come angoli, squadrate, simmetrico, cose che io non capivo e non avevo mai sentito. però da quelle strane parole lui tirava fuori, con l'aiuto delle sue mani grandi e bellissime, tutto quello che io chiedevo e anche di più. mi ricordo che alla fine della giornata tutta la stanza era piena di fiori, aquiloni ed uccelli di mille forme e dimensioni, e io come impazzita saltavo da una parte all'altra senza sapere con quale giocare per prima. ho sognato gli origami per molti mesi nei miei sonni sonni di bimba da quel giorno, perchè era in assoluto la cosa più creativa che avessi mai visto, e in fondo anche perchè era uscita dalle mani del mio papà. il giorno successivo, mentre lui era al lavoro, riaprii il librone e provai a farne uno anche io. non ricordo cos' era, mi sembra un volatile, mi piacevano molto le ali. feci un gran pasticcio e non mi venne nulla, così tornai ad osservare tutte le cose stupende che erano nate la sera prima e pensai che essere grandi era proprio una cosa bellissima.
gli origami sono una cosa delicata e fantasiosa. affondano le loro radici in una cultura antica, richiedono precisione, estro e pazienza. sono fragilissimi ma robusti nel loro concepimento, piacciono ai bambini ma li sanno fare solo i grandi. posso rendere magica una casa, ed indimenticabile una giornata.
questo forse dovrebbero dire gli strizzacervelli a tutti quei padri che chiedono "cosa sbaglio", o "cosa non va", e smetterla di parlare di dialogo, di riunioni di famiglia, di domande dirette.
fate insieme gli origami, dovrebbero dire.
dovessero in futuro separarvi somiglianze o incomprensioni, aspettative o idealizzazioni, un solo giorno di origami può essere molto molto più forte di tutto il resto.

gaia