LA SUPERVISIONE DI EMIL
Quando emil viene a vederci alle prove è sempre uno spettacolo.
diventiamo tutti rigidi come dei baccalà, tranne io che ormai sono abituata ad ogni forma di lite-insulto-critica. posso dire che io ed emil musicalmente non abbiamo più segreti.
simone pesta sulla batteria che sembra che debba ammazzare qualcuno, e io so perfettamente a cosa sta pensando: devo dare il massimo, devo spaccare, emilio deve pensare che io spacco!!!!
a giulia tremano le mani, e di solito viene spodestata da emil in persona che parte col cambiarle tutte le impostazioni mentre ancora suona e poi la leva letteralmente dallo sgabello suonando lui. impagabile.
andrea si ritira in un angolo col suo mac e la sua scheda audio, e fa 1/8 dei suoni che ha sempre fatto vivendo nel terrore che emil gli dica che sono una merda.
chitarre, basso e cori, nel tentativo di nascondersi il più possibile, si abbassano di volume a livelli tali che il commento di andrea a fine serata è stato "ma cavolo, non mi sono mai sentito così bene come stasera!"
quello di Gaia, il mio bassista, alla notizia che sarebbe passato emil, è stato invece: "oggi?? ma non doveva venire domani? ma no cristo, non ho studiato un cazzo!"
quando emil parla e commenta tutti tacciono in reverenziale silenzio. lui si direziona una volta da uno, una dall'altro, e quando qualcuno si accorge di essere il prescelto diventa visibilmente nervoso e si mette di 3/4. gli altri invece si rilassano felici di averla scampata, come quando al liceo facevano i nomi di tre interrogati e tra questi non c'eri tu.
emil ha sempre delle ottime soluzioni ed è assolutamente impossibile fregarlo su una qualunque minuzia del disco. "no, guarda che qui il piano fa così, mica cosà"....."eh no! te'l dise mè!!! el fa mia isè!!".
ha sempre ragione.
a emil vogliono tutti bene, sostanzialmente perchè sa quello che dice e non ha paura di dirlo.
nei contenuti speciali a cui chi verrà al concerto avrà accesso metterò anche un'intervista insieme a lui.
chissà quanti di voi muoiono dalla voglia di sentirlo parlare.
[emil, mettiti la dolcevita nera, mi raccomando]
gaia