EFFICIENZA (ED EFFICACIA?)

Dai che si tira avanti.
dai che ce la si fa.
ormai il mio studio è diventato un ufficio. cartelle, rubriche, il pc incandescente sempre acceso, telefono e cellulare, telecamera, lettore cd. manca un masterizzatore. cosa gravissima. ho la testa in fissione nucleare e a volte mi affaccio alla finestra e grido "un'idea!". mario, il bastardino dei vicini, un esserino orrendo alto 50 cm con la testa da pitbull e un occhio nero, mi guarda sempre stranito. lui passa le giornate con il muso tra le sbarre di casa sua a fissare rebecca, l'alano dei dirimpettai che sono 8 anni che non lo caga nemmeno di striscio. mario è l'innamorato più ostinato che conosca.
il mio conto piange. sono al minimo storico e non so come risanarlo. mi piacerebbe trovare un lavoro part time, almeno al mattino, ma poi nessuno si potrebbe più occupare di tutto quello di cui mi sto occupando io, ed ora più che mai devo essere flessibile. mi piacerebbe avere tutto quello che occorre per la grafica, qui in casa, dalle stampanti ai programmi, e poi un mini studio di registrazione, e poi alcuni sistemi di hackeraggio, roba come le cuffie per intercettare le comunicazioni, o quelle manopole strane che nei film girano sempre per captare qualche segnale interessante, insomma, roba così. poi mi servirebbero dei travestimenti per non essere riconosciuta quando devo cambiare forma (spesso), per presentarmi in terza persona e non in modo diretto ai miei interlocutori. parrucche, nei finti, lenti colorate. se volete avere un'immagine molto vicina alla gaia di oggi, dovete immaginare una stanza piena di cianfrusaglie, carte, scatoloni e panni, e io che con la testa in un bidone cerco qualcosa che non trovo, lanciando seimila oggetti inutili dietro le mie spalle.
la cosa veramente sconcertante è che l'efficacia di tutto questo mio sbattimento rasenta lo zero.

gaia