NON TE L'HO SCRITTO

Quanto avrei voluto fare qualcosa per te, ieri sera.
eri il più piccolo del gruppo. avevi i capelli corti a spazzola, gli occhi grandi e neri e la carnagione più scura del normale. stavi seduto sulla poltrona più esterna della fila, a destra, un po' di sbieco allo schermo centrale. i tuoi "amici" la occupavano tutta. erano più grandi di corporatura, più spavaldi, più "fighi". c'era quello un po' cicciotto con i capelli alla Renga, che teneva banco...quello smilzo che parlava a parolacce, quello ganzo che masticava la cicca e faceva lo scemo con le ragazzine davanti. vi avrei dato 14 anni, non di più. a te forse, uno di meno. accanto a te c'era il tipo rosso, con un bel profilo greco, mille lentiggini e gli occhi azzurri. ti dava le spalle, tagliandoti fuori dalle loro risate, fregandosene di te per tutti i venti minuti che hanno preceduto l'inizio del film. ridevano, dicevano le loro scemenze, sfottevano, con quella scintilla nella faccia tipica di quando si è giovanissimi e stupidi altrettanto.
tu stavi lì, nel tuo angolino. non dicevi niente. come avresti potuto? eri il più piccolo, d'età, di stazza. avevi un viso dolce, occhi enormi che tradivano il tuo essere diverso da loro. composto, gentile. timido. sei bello, lo sai? forse non te l'ha ancora detto nessuno. lo capirai col tempo, ne sono certa.
quanto avrei voluto fare qualcosa per te.
io, col doppio dei tuoi anni, seduta nella fila dietro la tua che osservavo il tuo essere messo in disparte. mi chedevo perchè...forse giochi meno bene a calcio, forse ancora non ti interessano le femmine. forse non ridi abbastanza forte, abbastanza svelto.
abbastanza.
ho guardato tutto, ho visto tutto. stavo per farlo. poi non l'ho fatto.
volevo metterti un fogliettino bianco nella tasca della giacchetta che avevi accanto a te, l'avrei raggiunta senza problemi nel buio della sala. infilarlo svelta, perchè tu lo trovassi una volta rientrato a casa.
cosa ci avrei scritto?
"sono quelli come te che da grandi cambiano il mondo. diventano geni, scrittori, eroi, scienziati, inventori o poeti. pensa, forse rockstar".
sì. forse una cosa così, ti avrei scritto.
ma non l'ho fatto.
ho temuto di avre frainteso, ho temuto di essere invadente, ho temuto di agire in modo inopportuno.
sai, io sono solo una cantante scrittrice artista molto confusa e molto strana, io vedo il mondo in modo diverso, forse un mondo che non c'è.
ho rimesso le mani in tasca e sono stata ad osservare.
dopo pochi minuti il film è cominciato. il ragazzo in parte a te finalmente si è girato, ti ha guardato, e ti ha detto "vaffanculo". tu hai sorriso. lui si è buttato contro lo schienale con tutti i suoi belli capelli rossi, si è infilato una cicca in bocca ed ha cominciato a sonnecchiare.
non te l'ho scritto ieri, piccolo, ma te lo scrivo qui.
sono quelli come te che da grandi cambiano il mondo. diventano geni, scrittori, eroi, scienziati, inventori o poeti. pensa, forse rockstar.
gaia