IL MIO PUBBLICO

Dentro questo bigliettino, falso, c'è moltissimo.
non è il vero ticket della serata che farò a Milano, ma il dono sognante di una persona dolce che definire fan è riduttivo, e che è appena arrivato. l'ha fatto lei, "perchè sia di buon auspicio", ha scritto.
mi ha fatto effetto vedere il mio nome e sotto il titolo del mio album, proprio come succede a "quelli veri". e ancora più effetto mi ha fatto il gesto di questa ragazza che non si sa come riesce sempre a fare per me dei piccoli fragili ricami senza parole che parlano più di mille discorsi.
dentro questo bigliettino c'è moltissimo perchè c'è la mia più grande forza, che è quella che mi viene da voi. dalla gente che mi segue, che mi stima, che mi vuole bene. ognuno a modo suo...chi lo fa con distacco e freddezza, chi con trasporto esagerato, chi con calore accecante. chi mi parla come a una sorella, chi come a un'amante. chi mi scrive tutto quello che congettura e chi invece lo fa solo quando qualcosa lo colpisce davvero. chi mi spia senza dirmelo, e chi lo fa sbandierandolo.
se non ci foste voi, adesso, sarebbe realmente più dura di quel che è già.
è un momento propositivo, pieno di strade da tentare, cose da fare, grandi, piccole, pratiche e decisionali. giornate velocissime che volano via costellate di minuscole commissioni o idee che a fine giornata ti danno l'impressione di non aver combinato un cazzo ma forse, viste tutte insieme da una prospettiva più ampia che ora non so avere, serviranno a qualcosa. nella mia solitudine che solitudine non è, perchè ho i miei musicisti, le mie persone speciali, e voi, io sto provando con tutta me stessa a far funzionare la baracca. sono aiutata, e se è vero che il fardello lo posso portare io soltanto, avere qualcuno che ogni tanto ti dà un goccio da bere è una benedizione (rigorosamente alcool, ovvio).
in ogni momento il mio pensiero va a voi. non perchè sono generosa e nemmeno per altruismo. va a voi perchè siete lo specchio di quello che sono e che faccio, va a voi perchè senza le vostre orecchie la mia musica vale zero. va a voi quando penso che sarebbe bello darvi un piccolo gadget, e a voi quando mi scontro con la mia totale assenza di fondi e quindi con la necessità di fare qualcosa low-cost ma che sia cool, un po' come facevano le nonne povere quando ti cucivano il vestito del ballo mettendo insieme delle calze.
va a voi quando sogno di incidere una nuova canzone, quando penso a un contenuto speciale.
va a voi quando immagino che occhi farete sentendo un mio pezzo, live o inciso, e se ci leggerò emozione o delusione.
penso che aggrapparsi al pensiero di un pubblico sia l'unica cosa che un'artista possa fare, quando altri appigli non ci sono.
grazie.
gaia