GOCCE
Gocce.
gocce di sudore scivolano dalla mia fronte, gocce di rugiada accarezzano le viole, gocce di miele rigano la corteccia di un albero di nome "Bambù".
gocce di rosa profumano il mio collo bianco, potresti uccidermi con un morso se solo volessi.
gocce di pianto si sono ormai essiccate, lasciando un disegno di sale sopra la tua guancia. gocce di rabarbaro liquido hanno sporcato il lavandino, gocce d'acqua cadono irritanti nel lavello seguendo il ritmo del mio cuore.
gocce di ansiolitico scendono nel bicchiere, nell'acqua fredda, e promettono un sonno agitato che già da molti mesi non è più regolare.
gocce di colore sono rimaste su tre fogli, dove ieri provavo a disegnare "l'intuito", senza riuscirci neppure per sbaglio. gocce di colla hanno cementato due vecchi CD, sono le prove dei missaggi, e poi le loro correzioni.
gocce di profumo accendono la stanza, adesso che è notte. attraversano il cuscino su cui affondo le narici, sono sandalo, muschio e vetiver.
gocce di vento hanno spento l'ultima candela, quella che ho messo alla finestra per vedere da che parte tira il vento. se da destra, ad annunciare cambiamento, o da sinistra, a far restare tutto com'è.
gocce di luna hanno dipinto il tuo profilo, e gocce di buio me l'hanno allontanato.
gocce, gocce, gocce, cadono, lente, bagnate.
dovunque.
gaia