FAREI E NON FAREI

E' un po' che non scrivo come mi sento.
veramente, intendo.
il fatto è che questo, esattamente questo, è un momento delicatissimo. tutte le mie fragilità sono iper amplificate e tutte le mie certezze compresse. non alzo quel maledetto telefono per paura di quello a cui potrei andare incontro.
eppure so che devo farlo.
ascoltare il disco per trarre un po' di sicurezza ormai non ha più senso. non lo sento più. il disco è per me un insieme di facce di emilio, consigli di andrea, osservazioni mie, flash di momenti, di decisioni. un collage grottesco di brainstorming. una pellicola sensibilissima su cui sono rimaste impresse in negativo, come fantasmi, anche le scelte poi modificate. che voi non sentirete mai. come dire, voi sentite la strofa di psyche, io invece sento la strofa di psyche più l'intera assenza di quello che è stato cambiato più il percorso che l'ha portata lì.
c'è da impazzire.
ma basta.
ci sono tanti album che vorrei fare e tanti che non vorrei fare, nella mia vita.

vorrei fare un album acustico.
vorrei fare un album rock in italiano con un gruppo vero.
vorrei fare un album chitarra e voce ma fuori di testa, stranissimo, in cui uso la voce quasi esclusivamente nel range bassissimo.
vorrei fare un album pop con ritornelli all'americana.
vorrei fare un album di duetti con gli artisti che amo di più.

non farei mai un album gotico.
non farei mai un album epico.
non farei mai un album metal.
non farei mai un album dance.
non farei mai un album in spagnolo.
non farei mai un album da sanremo.

tengo tra le mani, adesso, l'unica cosa che mi aiuta.
è una fotografia in bianco e nero di una persona a cui ho voluto un bene infinito e che adesso non c'è più.
mi tiene la testa tra le mani.
me la tiene forte e mi guarda come a dire
"piccolina. ti sorreggo io".

gaia