INGEGNARSI



Si avvicina il momento.
il disco sta per finire...mancano le ultime rifiniture ai missaggi, l'ascolto finale ed il mastering.
sto già pensando a dove portare i ragazzi per festeggiare. vino e cibo a volontà. non ci devono essere limiti.
qui però arriva il punto di svolta. dentro-fuori. ora comincia la parte dura, difficile. sento sempre più spesso brutte storie. la discografia è veramente un'animale morente. in crisi così non lo è mai stata. siamo sospesi tra due ere, esatttamente nel punto di mezzo, quello in cui c'è una morìa generale e la gente si butta sulle scialuppe di salvataggio senza sapere bene dove andare. si è persa la lucidità...purtroppo il mercato rinascerà, così come accade ad ogni cosa dopo ogni crisi, ma sarà molto più avanti.
sento brutte storie di gente che viene trattata male. illusa. talenti sprecati, persone che si portano addosso fardelli pesanti pensando che sia colpa loro quando invece dentro hanno pura bellezza. la colpa non è loro ... la colpa è di tutto questo sistema. la cosa assurda è che i discografici pensano di darti un'occasione facendoti scrivere il tuo nome su un contratto, ma poi non fanno un cavolo per darti visibilità, per appoggiarti. e si aspettano che il mercato abbia al tuo prodotto, invisibile, sconosciuto, affrettato, una doppia reazione: 1) immediata. 2) spropositata.
è allucinante. sarebbe stato difficile già nel momento d'oro, figuriamoci adesso. i discografici non vogliono fare quasi nulla, ma soprattutto non vogliono aspettare nemmeno tre giorni. la curva di risposta a te deve essere così: |
se no sei fuori.
così gente davvero valida, in gamba, non ha il tempo nemmeno di allacciarsi le scarpe per cominciare a correre che già l'hanno messa in panchina.
storie brutte. storie veramente deprimenti.
una cosa giusta joe sandalo l'aveva detta. e cioè che qualunque pirla spinto a manetta, con promozione, soldi, sovraesposizione notte e giorno è destinato a diventare una star, mentre il più grande artista del mondo lasciato a se stesso non sarà mai un cazzo di nessuno.
quant'è vero.

l'unica cosa che si può fare in questo contesto è arrangiarsi. il più possibile. è per questo che io ho agito così. è per questo che mi sono assunta la responsabilità di azioni non facili e che anche adesso mi devo ingegnare. questo disco merita tanto a mio parere e devo fare di tutto per farlo fruttare (non parlo di soldi). al di là dell'appoggio delle case diacografiche, che comunque cercherò certamente, devo sbattermi per arrivare in modi alternativi. primo fra tutti un live che lasci gli spettatori così: :-o
e poi altro. tante cose mi frullano in testa ma ancora poche sono ben definite.
l'unica cosa che penso spesso ultimamente è che non può non esistere un'idea geniale che possa darmi una grande spinta. ci deve essere. c'è sempre. ci sono state persone che hanno inventato l'automobile, la macchinetta per il caffè, la cerniera, l'apertura a strappo delle lattine, la bic. tutte cose che prima non c'erano.
ci DEVE essere un'idea geniale per emergere in questa pece discografica, in questo casino colorato, inutile e insopportabile di myspace che crescono come funghi allucinogeni nel sottobosco musicale facendo una gran confusione.

non è possibile che con la mia testa non mi venga una valida idea.
sapete ora cosa faccio, mi siedo su una roccia in giardino e non alzo il culo finchè non l'ho trovata.

gaia