GAIA FtF


Una voce gentile mi sta dicendo che non devo soffrire.
E' dentro la mia testa. appena percettibile, e non ha sesso. sembra una voce d'angelo, un po' maschio, un po' femmina. suadente ma decisa dice "Gaia. No"
il problema è che non le do ascolto.
ieri avevo molte cose da dirvi, oggi non me ne rimane una. è strano come qualcosa sembri importantissimo un giorno e assolutamente ininfluente quello successivo. fa parte dell'essere volubili, forse. forse solo del sentirsi molto molto stanchi.
sono una donna mediamente solare. eppure mi sento imprigionata in una ragnatela collosa...di aspettative, mie ed altrui...soprattutto mie.
non so cosa darei per vedere la copertina del mio CD lì di lato, sulla destra, con scritto: è uscito il disco di Gaia! clicca per le anteprime!
sembra semplice. sembra una cosa da poco. una sola immagine lì di fianco potrebbe voler dire che è finalmente cambiato tutto. ogni cosa. ogni risvolto di me, della mia vita, ogni puntura di forca sul culo da parte dei miei carcerieri invisibili, ogni ferita, ogni speranza, ogni lustrino bagnato negli occhi, ogni pungolo in gola di pianto o d'orgoglio, ogni fottuta fatica, ogni prospettiva, ogni incubo parlante delle 3 di notte di quelli che gridano nel buio, ogni nocca chiusa a pensare "tieni duro", ogni pregio ed ogni difetto...tutto assumerebbe una dimensione nuova.
sapete qual è il problema vero? che sono 7 mesi che aspetto di conoscere la Gaia nuova, e sono stanca di aspettare. sì perchè questa non sono io. questa è il suo nocciolo striminzito, la sua sintesi, un vedo non vedo, un contorno, il negativo di una foto, un acquerello, un' approssimazione per difetto, una versione breve, un maledetto bigino per gente ignorante. questa Gaia che sembra sempre inquieta ed irrealizata è l'unica espressione visibile di quella vera, ancora non sbocciata. è quella che aspetta, quella chiusa in casa o in studio, quella che non ha più gli occhi dal lavoro al pc, quella che non ha quasi più soldi per andare avanti, quella che non vuole più uscire più parlare più spiegare perchè si è già detto tutto e l'unica cosa che davvero conta sta nell'hard disk di emilio insieme alla sua anima.
io non lo so se incontrerò mai, nei miei giri futuri, un discografico che sia davvero sulla mia lunghezza d'onda. uno con cui mi senta me stessa a tal punto da sporgermi un po' in avanti sulla sua scrivania, seduta di fronte a lui, per sussurrargli: liberami. ti prego. lasciami volare.
credo di no.
credo che in fondo sia la cosa più improbabile dopo lo sbarco di un'alieno a forma di kinder delice a cape horn.
però io continuo a sperare. io, Gaia modalità provvisoria, Gaia Tempo Perso, Gaia Giri a Vuoto (sembrano modelli di Barbie), continuo a sognare che almeno qualcuno mi faccia cadere, mi butti giù dalla finestra, mi lanci da un treno in corsa, se proprio non mi vuole, così che questa scorza di latta e coccio si spacchi e lei possa scappare dal buco.
Gaia Face to Face.
gaia