ALI

Non amo prendere immmagini dal web, e infatti questa è la prima ed ultima volta.
faccio un'eccezione perchè questa in particolare mi ha folgorato.
il fatto è che io mi sento molto spesso esattamente così. ma molto molto spesso. no, non un angelo...sono tutt'altro che una creatura celestiale d'infinità bontà.
"così".
così come mood, come stato d'animo, come tempra.
il bosco annebbiato è favoloso. impercettibile e sfumato come un'allucinazione, quasi nessun colore che non sia un accenno immaginato. la temperatura è fresca e molto umida. si immagina bene.
ed io, al centro di un luogo malinconico e crepuscolare, aderente alla natura.
dell'angelo ho solo le ali. ali enormi e molto piumate, ali gigantesche, che ogni giorno aumentano di dimensione e si fanno più ingombranti, rendendomi difficoltoso anche solo passeggiare in centro fra la gente. sono ali proporzionate a un sogno, ai miei sogni, ai miei desideri. ogni mattina, ogni notte, un metro in più. ali sempre spiegate come per spiccare il volo, ma il mio sedere ancora non si alza da terra.
è il dramma di avere ali favolose e non poterle ancora usare.
per questo quest'immagine mi ha colpito.
la mia posizione è esattamente quella che vedete. raccolta, pensosa. potrei dire rassegnata, ma non lo è. se lo fossi sarei riversa al suolo con un lupo che mi strappa il cuore dal petto per portarlo al suo branco, nascosto là in fondo, più indietro.
invece sono in attesa. triste. ma rifletto.
le ali non sono ancora cadute. brutto segno se succede...vuol dire che sei diventata normale. in questo bosco nebbioso chissà quante paia di ali si troverebbero allargando il campo. abbandonate per terra, in mezzo a un po' di muschio e corteccia. ali fresche di perdita, ancora bellissime. ali appena nate. ali coloratissime e antiche, ormai tanto fragili che se le tocchi le puoi sbriciolare. ali mai usate con le radici all'attaccatura. ali giovani, ali vanitose.
bene o male tutti abbiamo delle ali, o le abbiamo avute.
chi più, chi meno.
mi farò presto un piccolo tatuaggio sul collo. qualcosa che ha a che fare con la magia, o la poesia. ancora non so.
che bello, questo posto. non c'è rumore. in un rendering accennato c'è semplicemente tutto quello che sento.
chissà se ne uscirò a piedi come tanti altri, o volando.
non c'è bisogno di nessun cavaliere questa volta.
loro arrivano a cavallo, con gran rumore di zoccoli, e stanno ben piantati per terra.
loro le ali le hanno schiacciate sotto l'armatura, se ancora non le hanno barattate con una spada nuova, e un angelo caduto lo raccoglierebbero con la stessa indelicatezza con cui fanno l'amore.
gaia