CANZONI

Scommetto che molti di voi mi vedono come una faccia di cazzo.
la cosa mi intriga. fa molto copertina di CD.
ma oggi non voglio parlarvi di questo.
oggi, fluttante tra le mie mille pirandelliane ipocondrie, voglio parlare di canzoni.
è un po' che non lo faccio...qui si blatera tanto e a lungo, ma non dimentico che io vivo per fare musica e che voi siete annidati lì dietro per ascoltarmi o per vedermi fallire.
la prima volta che mi hanno detto che vivo per lei era dedicata proprio alla musica mi si è ribaltato il mondo sulle scarpe. improvvisamente una canzone d'amore che sembrava una come tante, nonostante la melodia accattivante, diventava una scoperta assai più raffinata. ricordo ancora che sentendola in questa nuova prospettiva ne avevo scoperto di botto un significato nascosto ed emozionante. ogni frase, ogni parola poteva davvero essere vista nell'ottica nuova. come avevo fatto a non pensarci prima? a non cogliere il nesso? forse il duetto giorgia bocelli mi aveva confuso le idee. e così, ad ogni strofa, ad ogni inciso, ad ogni ritornello affiorava un'altra anima del pezzo. e io ascoltavo, con la bocca socchiusa, come se stessi sbucciando una cipolla rossa e ad ogni strato scoprissi un sapore, un colore o un odore che non mi aspettavo. il nocciolo era che della Musica ci si innamora al punto da non riuscire più a riportare la propria vita su binari normali, e che per Lei si diventa capaci di sopportare privazioni, inganni, delusioni ed attese che possono durare per sempre.
la musica è una delle pochissime cose per cui capita di consumare tutto il tempo a propria disposizione senza nessuna garanzia. arrivare alla fine, all'ultimo secondo concesso, e subito dopo il patatrac della morte chiedere stupiti a san pietro: "tutto qui? ma se non ho concluso niente!"
san pietro vi informerà bonariamente che avevate scelto di amare la Musica, e che questo ha fatto di voi degli scommettitori pazzi che hanno puntato tutto sul piatto anche a costo di perdere ogni cosa e arrivare al capolinea senza essere mai davvero partiti. per nessun uomo o donna si giungerebbe a tanto.
la prima volta che mi hanno fatto sentire gli AC/DC avevo 20 anni e il loro nome mi era del tutto sconosciuto. ci sono voluti 45 secondi di back in black per innamorarmi di loro. con hells bells ho toccato il fondo dell'autodistruzione emulativa: volevo trasferirmi in arkansas, tingermi i capelli di nero, riempirmi di tatuaggi, gonfiarmi di birra, suonare chitarre elettriche a forma di saetta o di triangolo e poi crepare fulminata da una scossa elettrica durante il mio migliore concerto. con gli AC/DC ho capito che la signora Musica può assumere le forme più strane ma che sempre, in ogni caso, possiede la grande dote di affascinare anche i target più lontani da essa...se una ragazzetta bionda con la puzza sotto il naso andava in giro con i finestrini abbassati ai semafori e questo rock schizofrenico a palla in procinto di esplodere dalle portiere.
montserrat caballe è stata la prima voce non di petto che mi ha fatto piangere davvero. in barcelona, con il grande freddie, ricamava le note così in alto ed in modo tanto puro che sembravano bolle di sapone, lucide e rotonde, pronte a disintegrarsi a contatto con la ionosfera. montserrat cantava quell' "aaaaaaaaaa" che c'è all'inizio del pezzo, quello nella intro, e quell' "aaaaa" sembrava arrivare dall'iperspazio, da un luogo non ben precisato tra il settimo cielo e sesto senso. arrivava dritto ma vibrato, ultratecnico ma straboradnte di emozione, e da piccolissimo diventava grande, pronto a fondersi con la voce di freddie, che nessun altro "aaaa" avrebbe accettato di scoparsi se non quello. montserrat caballe è ad oggi, per me, il miglior soprano mai esistito.
di kurt cobain ricordo l'inizio: il taglio di capelli, simile al mio dei 20 anni, lo sguardo da sesso spinto e la voce viscerale. di smells like teen spirit farò una cover prima o poi. l'ho sempre trovata molto più che geniale. quando poi mia zia, preparandosi una fetta di pane e philadelhia, gridò dalla cucina "ma chi è che sbraita in questo modo indegno?" capii che non era solo un genio, ma un vero dio. kurt è quello che tutte le donne avrebbero voluto farsi almeno una volta nella vita ma che tutte le donne musiciste avrebbero voluto vedere morto. a nessuno piace stare in casa uno migliore di te nella cosa che ami fare di più. e la brava courteny lo sa bene. sapeva anche che una cosa non escludeva l'altra, e infatti se l'era rigirato per bene prima di spedirlo al creatore per via indiretta.
infine, jeff buckely. di lui parlo sempre con fatica. se prima urlavo, adesso sussurro. abbsso un po' i toni...mi modero al suo cospetto. credo che a lui piacessero le cose armoniose, senza grosse fratture. era un'anima leggiadra e poetica, troppo sensibile per non spezzarsi prima di vedersi compiuta. dentro allelujah c'è la sua radiografia femminea e dignitosa, abbarbicata negli accordi di chitarra come un gatto sulle scale. la prima volta l'ho ascoltata 42 volte di fila.
"I know there was..." ... come dimenticare?

siamo quello che ascoltiamo, e anche quello che non vogliamo sentire.

gaia