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Siamo ai missaggi. sono veramante soddisfatta, i pezzi stanno venendo da dio. è incredibile la quantità di lavoro che abbiamo fatto, a pensarci ora mi viene male...ma la soddisfazione più grande sta nel fatto che ascoltando il disco questo impegno si sente tutto. penso sia un album originalissimo, mai scontato, molto curato sia a livello di melodie vocali e cori che di arrangiamenti. ho provato a pensare cosa mi ricordasse, e la risposta è stata "nulla". non è cosa da poco. certo, qualche superficiale che dirà che sembro anouk ci sarà sempre, se la prima cosa che spicca è la voce grossa, ma davvero questa volta abbiamo realizzato qualcosa che ha un'indentità unica e fortissima. e che prima forse mancava, per la fretta con cui era stato fatto tutto. è un album massiccio e sottile, dai mille colori. come vi ho detto è originale. al di là di tutto penso che una cosa la si dovrà riconoscere, e cioè che non siamo quel genere di artista (e più spesso di gruppo) che usa sempre la stessa forumla, e scrive magari 100 pezzi tutti con lo stesso sapore. di gruppi così ce ne sono parecchi in giro...quasi tutti quelli dell'underground musicale trovano una chiave e non la mollano più. c'è pochissima voglia di rischiare, di cambiare. stesse linee vocali, stesse stesure. lo special deve essere in sospeso, l'ultimo ritornello "aprire". magari è una tattica più sicura, ma dio solo sa che palle che mi farei a creare così. mi spiace che non possiate sentire il lavoro, ancora...parlarne così a scatola chiusa in effetti suona un po' autoreferenziale. però ci tengo a farvi sapere cosa penso di quanto ho in mano, e così come spesso sono stata autocriticha, talvolta distruttiva, ora mi sento di meritare qualche soddisfazione. io e andrea possiamo avere mille difetti, ma di certo non ci mancano le idee. non ricordo due pezzi nostri che si somigliassero anche solo vagamente. in questo siamo attenti quasi a livelli maniacali. "le prime due note di questa intro ricordano, anche se non distorte, la terza chitarra sotto lo special di quest'altro pezzo". quante idee abbiamo buttato per eccessivo zelo. però il risultato è grande. lo spettro emozionale che trasmettiamo così risulta infinitamente più vasto. il rovescio della medaglia è che è dura essere coerenti, e che mantenere l'unità di un album variegato è molto meno facile rispetto a uno monocorde. ma se la cosa dovesse funzionare il vantaggio sarebbe immenso: poter continuare, in futuro, a sperimentare. essere liberi di spaziare senza per questo perdere la propria identità.
scelta questa strada, se ingrana, non ci sono limiti.
abbiamo faticato tanto, sono sincera, non vedo l'ora di vedere i frutti di questi sforzi. non sono una che ama lavorare per niente, mentirei se dicessi che il solo fare per me è un traguardo. io faccio musica perchè venga ascoltata, e spero apprezzata. perchè quanta più gente possibile ne succhi via l'energia vitale o distruttiva, di qualunque pasta sia. dopo tanto dietro le quinte ho di nuovo bisogno dei riflettori.
la cosa che mi dà fiducia è che stavolta è la MIA musica.
in tutto e per tutto, nel bene, nel male.
penso che l'esperienza con la Sony sia servita comunque. mi ha scrollato dal torpore artistico in cui ero caduta: non ci credevo più. stavo per diventare una donnina d'affari con tutti i suoi titoli in tasca, rassegnata ad un futuro non orribile, certo, ma così poco consono a quella che sono. il 2006 mi ha buttato nella mischia, mi ha fatto fare il salto. mi ha ricordato che quello che voglio fare è musica, ed è stato come se mi fossi risvegliata da un lungo torpore.
i tempi non erano maturi. ora lo sono. ho lavorato, sto lavorando. sui pezzi e su me stessa.

sembra quasi troppo bello per essere vero, gaia, ma non cedere all'ipocondria...lo sai che hai da sempre una fottuta paura di essere felice, smettila di pensare che ora che deve arrivare il bello morirai.

gaia