UN PERIODO "?"




Il periodo che sta per arrivare mi spaventa.
le voci sono quasi finite, ancora massimo 10 giorni e tra incisioni, cori e controllo finale della pronuncia dovremmo esserci.
ieri mi sono ammazzata su grey day. ho sempre temuto questa canzone. ha un equilibrio fragilissimo e precario sopra un certo non so che. cantarla ed esprimerla non è facile. è una canzone acquosa, bagnata. non di pioggia, e nemmeno di lacrime. no, non è sudore. non è nemmeno umido di sesso. è quella sospensione sgocciolante dei giorni di nebbia, emotiva e reale. uno stato d'animo di malinconia profonda, ma anche di energia sepolta pronta ad esplodere. difficile. difficilissima.
non è stato facile ingranare ieri. è vero, l'ho scritta io, ma il demo che sentite nei link risale a parecchi anni fa. ero diversa io, la mia voce, la mia maturità. era diverso il vestito di grey day ed il momento. era diversa la rosa di colori delle mie sfaccettature. nel demo la canto in modo quasi epico. abbiamo provato, ma stavolta stonava. non si adattava per nulla al nuovo contesto, fatto di suoni che arrivano da lontano e tintinnii velati che battono in testa, arrampicati su qualche chitarra elettrica come in una cordata.
mi hanno detto "cantala da demonio", e poi "cantala come se fossi la Morte".
che non mi si venga a dire poi che non so interpretare e non ho sfumature. chi cazzo sarebbe capace di non opporsi a questo tipo di richieste? qualcuno di voi sai come si canta una strofa "come se fossi la Morte?". io no, credo, ma la cosa che forse fa la differenza è che se ci provo, qualcosa dentro trovo. un miscuglio repentino a cui non saprei dare un nome, e che magari della morte ha solo l'odore, la M, e qualche osso, però qualcosa c'è.
non è poco.
e non è poco il fatto che mi diverta immensamente quando mi viene detto "falla come se fossi nello spazio", o "prova a disperarti come se stessi in fondo al mare", molto molto più che quando mi si dice qualcosa di chiarissimo ma ovvio.
forse non sono normale. come quei cani che rispondono a comandi assurdi, e su quelli classici ci pisciano sopra.
comunque anche la morte su grey day non ci stava. lo vedevo dal fumo di emil che si levava lento da dietro il monitor, facendo quello sbuffo a rallentatore che conosco bene, quello dei capi indiani saggi con le facce dipinte che fanno augh.
stava pensando.
anche andrea non era convinto, sebbene spingesse in quella direzione.
alla fine grey day è sbocciata. nel modo più naturale che esiste, penso, che è quello del "va beh, cantala come ti viene, come ti senti". e lì, senza indicazioni sulle maschere da mettere, il cuore ha ritrovato la via verso la bocca.
da inkazzata nera che ero sono diventata stabile con tendenza alla polemica. (volevate felice? ma per chi cazzo mi avete preso!).
bene.

tra poco inizieranno i missaggi.
e allora ricomincerò a pensare alla grafica del Cd, a trovare modo di rilavorarci su. devo scovare un ottimo fotografo, un bravo grafico. ho tante idee ma poca expertise e sinceramente non piace l'idea di lavorare con estranei. ma non perchè sia restia a collaborare, ma perchè in questo tipo di cose mi sento libera solo con persone con cui ho davvero confidenza. sono cose private, intime. una foto è una violenza e una carezza. odio doverla condividere con qualcuno che conosco poco. allo stesso modo ho un mio personalissimo senso grafico ed estetico, in tutte le cose, che non so spiegare a parole, che so tradurre in direttrici troppo vaghe per orientare davvero il lavoro altrui... e allora, come fare? come trasmettere la tavolozza che ho in testa?
tanti pensieri, tante preoccupazioni. prima fra tutte la fase in cui avrò il prodotto in mano e me stessa, e lì sì comincera il difficile.
non ne voglio parlare perchè non saprei cosa dire. è dura discutere di un buco nero.

stiamo per uscire dal bozzolo.
manca poco.
mi scoprirò Gremlin, o Farfalla?

gaia