PROGETTI

C'è una gioia scomoda e volgare che è quella breve di quando si torna ad avere fiducia nelle proprie scelte.
volgare perchè ti ispira una sana esplosione di parolacce. liberatorie.
scomoda perchè dura poco, e rinunciarci una volta sentito il sapore che ha è obiettivamente una rogna.
però nei brevi attimi in cui rimane ci si sente fatti un po' più di fibra dura e di roccia, e un po' meno di glassa da torta nuziale.
se la mia vita fosse un oggetto, in questo momento, vorrei che fosse un nodo da marinaio. di quelli belli da vedere e impossibili da sciogliere. resistenti ad ogni tempesta, ad ogni violenza di vento, ad ogni gioco di mano.
sì, una vita-nodo è quello che mi serve.
scrivo in una breve pausa in studio dopo aver mangiato una misera insalata sdraiata sopra il ciglio dei miei miseri pensieri con le gambe a penzoloni.
non sono affranta, no. solo ansiosa. ho preparato un piccolo video della nostra prima canzone, fatta live in acustico senza amplificazione da me e andrea, chitarra voce, nella casa al lago.
poca cosa, nessun inganno, solo perchè mi piacerebbe che conosceste il nostro primo pezzo serio, anche se dubito ci sarà mai occasione di registrarlo.
ho in mente altri progetti, anche perchè tra un po' il lavoro in studio sarà terminato e dovrò cominciare a proiettarmi verso l'esterno.
credo che aggiungerò un nuovo pezzo al disco. sarebbero 14. combatterò perchè si faccia. è nato per sbaglio, per caso, e da subito mi è sembrato avesse quello che mancava per rendere tutto completo. è un pezzo che ho sentito mio fin dalle prime note e su cui ho cantato la melodia da subito senza nemmeno un ripensamento. mi sembra uno di quei liquori micidiali che devi buttare giù in un sorso per poi accenderti il fiato con un fiammifero e fare il fuoco di un drago.
se la mia vita fosse un oggetto ma non un nodo da marinaio, adesso, forse sarebbe proprio il PH di una bocca alcoolica, in attesa che una fiamma qualunque ne accenda la miccia.

gaia

ps: i commenti sono stati riaperti per errore. scusate.