ASPETTO
E' mattina e aspetto.
saranno due settimane di stand by. emil se ne va in vacanza al mare e cominceremo i missaggi quando torna. non mi sembra vero di essere ancora in studio dopo tutto questo tempo. ho varcato la soglia a dicembre e sono ancora lì. se con una sfera di cristallo, a natale, mi avessero fatto vedere Lele in maglietta e io ancora seduta sulla poltrona girevole mi sarei ammazzata.
pensare che a novembre, dopo aver chiesto la rescissione del contratto, progettavo di riregistrare il disco in 3 settimane e ributtarmi nella mischia. subito. come un sub che esce a prendere una sola boccata d'ossigeno e poi si immerge di nuovo per pescare murene (perchè il pubblico è fatto di murene. coi denti).
va beh.
il lavoro è stato lunghissimo e faticoso, soprattutto perchè si trattava di trovare una dimensione originale con il solo aiuto di tre teste, ma ha dato i suoi frutti. si è perso anche moltissimo tempo, questo lo devo dire. sarà per questo che in questi giorni sono piuttosto inkazzata. io ho un diverso concetto dell'uso del tempo e del ritmo del lavoro. non sono una che ama frastagliare la giornata di mille cazzate se ci sono tante cose da fare...preferisco stare concentrata e darmi uno schema per essere sicura che la sera avrò portato a casa il risultato. non credo di essere esagerata, anzi. penso che sia naturale, e anche di averne diritto. forse la gente non capisce per me questa è vita persa, vita che se ne va, che non tornerà. che per quanto bene possa stare con il mio "staff", che è poi fatto sostanzialmente da grandi amici, io non mi diverto più a stare ore chiusa in un posto quando vorrei volare. che ho una maledetta fretta, e non mi si dica che la fretta è cattiva consigliera perchè la mia è la fretta di chi ha già avuto molta pazienza.
aspetterò.
se volete sapere cosa sento nella testa dovete fare sempre la stessa cosa. cd degli snow patrol "eyes open" (sono un po' in fissa con questo disco ultimamente...è malinconico e molto easy da ascoltare. non disturba ed accompagna), parte strumentale alla fine della traccia 10. sono così cagna che non ricordo nemmeno i titoli. comunque è proprio quella roba lì che sento quando mi dicono "devi aspettare". io aspetto. seduta su una sedia da mimo in mezzo a una collina di erba verde. con nella testa quella roba. poco sole, e nessuno in giro.
aspetto e non dico più niente.
ho deciso che parlero una volta soltanto, ma quella volta dirò tutto.
l'unica cosa che mi consola è che hanno promesso di farmi registrare il nuovo pezzo a metà missaggi. ci tenevo molto. primo perchè è un potenziale singolo. secondo perchè è un pezzo che manca nel mio repertorio da sempre, e ho sempre voluto un pezzo così. terzo perchè una canzone che parla delle promesse non mantenute, e dio solo sa quanto bisogno ho adesso di esorcizzarle un po'.
gaia
