GIORNI ASSORTI

Sono giorni vaghi come un chiaro di luna.
un mal di gola feroce si è impossessato di me, ma non voglio cedere. oggi ho un nuovo pezzo da "portare a casa", e non intendo rinunciarvi.
si sta avvicinando il momento in cui dovrò pensare a come muovermi "dopo". finora sono stata la calduccio ed al sicuro dello studio, imbozzolata nei miei intenti come il feto di una formica regina madre. ma presto dovrò prendere delle decisioni e soprattutto fare delle strategie. trovare un manager, credo. riaffacciarmi a quello che è il mercato discografico.
è un passaggio obbligato questo, ma lo temo. è l'attimo in cui il tuo lavoro cessa di essere solo tuo ed inizia ad essere giudicato dai cosiddetti esperti. e di tutta questa frase, la cosa che dovete vedere scritta in grassetto è proprio cosiddetti.
mi sono accorta che ultimamente vivo questo blog in modo più superficiale. non vorrei che la stupidità di alcuni, o semplicemente l'avvicinarsi della fine del disco, mi avesse reso come tutti gli altri. sulla difensiva, lontana, e soprattutto desiderosa di mantenere dall'esterno una distanza sicura. pensavo che negli ultimi giorni ho iniziato a capire perchè i personaggi pubblici in genere facciano l'opposto di quello che faccio io. credo sia un processo naturale che si sviluppa nell'animo umano e che in gran parte viene imposto dal modo in cui la gente ti stropiccia, tasta, toccaccia senza molto rispetto.
non mi sono mai sentita così.
oggi in particolare parlarvi delle pieghe dei miei pensieri e del colore caldo delle mie emozioni mi risulta difficile.
indugio troppo sui tasti, fra le parole.
non è da me.
quando smetto di scrivere di getto, in realtà smetto di voler dire.
spero davvero che passi.

gaia