VECCHIE CANZONI - E RICORDI
[in sottofondo: Say, demo 2000]
Ieri sera ridevo con quella che per 6 anni è stata la mia migliore amica, quella con cui ho vissuto in simbiosi, preparato milioni di esami, mangiato cinese tutte le sere, dormito nei letti a castello, corso per kilometri e imparato un po' di più della vita.
siamo andate a mangiare giapponese e abbiamo chiacchierato come due galline.
all'inizio del nostro rapporto lei ha avuto una fase di attaccamento viscerale a me. mi ha conosciuto ad una festa di amici comuni e da quel giorno ha deciso che la sua vita girava attorno alla mia. è più piccola di qualche anno, ma io non me ne sono mai accorta...insieme stavamo benissimo. i primi tempi però nutriva per me un amore esagerato. mi preparava torte, mi seguiva a messa, dal dentista, nel parco col cane, in cartoleria. se mi fossi buttata giù da un ponte lei mi avrebbe seguito intonando l'inno di mameli. io avevo vent'anni e lei non era nemmeno maggiorenne. appena usciva da scuola correva a casa mia. con una torta.
così ridevamo ripensando a quando radiobrescisette ci invitò nei suoi studi per un'intervista radiofonica. noi 4, sonic wave. dovevamo fare una chiacchierata e poi suonare live tre pezzi, in acustico.
ricordo benissimo che eravamo lì intenti ad esibirci seduti intorno a un tavolo quando uno dei deejay, che stava nell'altra stanza, enrò all'improvviso con la cornetta in mano e con aria stupita disse "gaia...c'è una certa valentina...chiede se torni per cena e cosa vuoi mangiare...."
incredibile! :D aveva osato telefonare alla radio per sapere se rincasavo e se prefrivo la pizza o mc donald!
a casa la riempii di rimproveri, ma insomma, ma che figura mi aveva fatto fare, la nostra prima intervista radio e bla e bla e bla.
in tutta risposta pensai comunque di dedicarle una canzone, anche perchè allora scrivevo dei testi osceni in un inglese padano che faceva venire il vomito e non me ne rendevo conto. dato che lei aveva la fissa di trovare un ragazzo le scrissi una cosa che faceva più o meno così:
and a man will come
and go on the third floor (lei abitava al terzo piano)
to take your breathe away
to drive you mad
so madly in love
so madly in love with you babe
solo a scriverla mi dà i brividi. ma come potevo avere il coraggio di cantare una robaccia simile? poi non ricordo bene come continuava, ma era una scena alla cento vetrine tipo busserà alla tua porta e tu guarderai dallo spioncino e lui ti porterà via in braccio giù per le scale e altre schifezze ripugnanti firmate fiction mediaset. e lei durante le prove se ne stava seduta vicino alla stufa e quando arrivava il turno della sua canzone se la ascoltava tutta contenta. perchè mi credeva.
in realtà a quell'epoca dedicavo canzoni a chiunque, tanto bastava fare repertorio. una ad esempio l'ho dedicata ad un amico che allora mi moriva dietro, non ricambiato. e nella mia scemenza avevo fatto un testo che faceva più o meno (in inglese) " non ho pietà di te non me ne frega niente se mi aduli per conquistarmi ti voglio bene ma non ci sento da quel punto di vista non mi rompere le palle come faccio a dirtelo? adesso basta, dammi la mano, ma solo quella!" :-/
non so se ci rendiamo conto del livello.
va beh.
oggi in sottofondo c 'è una say del 2000, versione demo, una delle primissime canzoni registrate quasi live da emilio.
la cosa folle è che questa è la canzone che ho cantato al 25esimo dei miei. un 25esimo in un castello del lago, superlusso, con gente impomatata, cibi sopraffini, tovaglie di pizzo, rododendri e camerieri simili a pinguini.
io non so se riuscite a figurarvi le facce dei presenti davanti a un esibizione del genere (età media 70 anni), a 2000 watt di potenza.
è stato quel giorno che mio padre mi ha implorato di finire ingegneria.
gaia