ESPERIMENTO

È quando ci si sente sbagliati che si fa qualcosa di giusto.
Sulle note di questa splendida canzone, anzi, proprio sulla loro assenza, stasera mi sento un pezzetto di cera. Molle e fatto a forma di pallina da qualche polpastrello. Sono vicino alla candela, vicino abbastanza per restare al caldo ma lontana a sufficienza per non lasciarmi fondere. Sto buona sopra il piattino e non mi muovo. Hide and seek, canta imogene heap. Nascondino. Tu mi cerchi ed io scappo. Tu sparisci ed io mi chiedo dove sei. Cosa sto dicendo? Quasi nulla, o forse tutto. Si chiama scrittura d’impulso. Metti su una canzone e segui il flusso dei tuoi pensieri. Un po' come quando scrivi una canzone. Qualcuno fa qualcosa con una chitarra, o fa tintinnare un bicchiere o suona una foglia o soffia dentro la crepa di un vaso e il tuo cuore scoppia. Ci ricama sopra un testo dolce o violento e poi sfinito sta ad ascoltare il risultato. Cavolo come sale imogene con la voce. Che nota sarà? Diventa come cristallo. Come un cigno di swaroski. Adoro i cori. Sono piccola e a forma di palla sopra un piattino d’oro vicino a una candela rossa accesa su una finestra che dà sopra una strada piena di neve dove un signore spegne una sigaretta con il piede destro e guarda l’anello sulla mano e sospira e il suo sospiro viaggia lieve e senza colore a due metri da terra trasportato da un po’ di vento del nord e attraversa una strada d’asfalto in mezzo alla città con le luci azzurre mentre una bicicletta passa con un grande faro rosso e gira a sinistra e sembra una candela accesa su un piattino d’oro con sopra me.
Oily marks appear on walls where pleasure moments hung before. Che canzone meravigliosa. Mi sta vendendo voglia di comporre. Ci sono tante pause. Non è molto radiofonica. Se avesse un colore sarebbe grigio antracite con una piccola macchia turchese in basso a destra. È una canzone, non è un dipinto gaia. È una canzone. Mmmm, what you say? That it’s all for the best? Scrittura d’impulso. Sono una goccia di cera sopra un organo di legno dentro una chiesa alta e lunga e vuota la sera di natale molto tardi quando tutti dormono e nell’aria resta il profumo di incenso e quello alle rose di una signora vestita di blu con le scarpe belle che mentre pregava accarezzava la testa di un bambino bruno. Non sento più niente, solo le note, solo la sua voce, hide and seek. Ora c’è, ora non più. Vorrei che questo scritto durasse esattamente come lei. E che esattamente ad incastro certe frasi arrivassero in certi precisi momenti. Ma è lunga, e la gente a leggere si annoia. Così vi lascio soli adesso, soli per un pochino ancora, finchè non finirà. Finirà piano, dolcemente, tintinnando come un flauto soffiato appena. Dovete chiudere gli occhi e lasciare che i pensieri vi portino dove sanno. Senza paura. Lasciatevi guidare e state pure male. Non dovete aver paura di soffrire, perchè è quando ci si sente sbagliati che si fa qualcosa di giusto. Oh no. You don’t care a bit. Oh no. You don’ t care a bit. You don’ t care a bit. You don’t care a bit.
gaia