ESTERO
A disco finito ci proporremo anche all'estero. se riuscirò nel mio intento di realizzare canzoni con un inglese il più vicino possibile a quello dei madrelingua, sarebbe una bella carta da giocare. qui in Italia non c'è cultura musicale. le radici che abbiamo affondano nella canzonetta popolare e facile o nella musica calssica e latina. l'apertura mentale al diverso, al rock ma anche al "particolare" è limitatissima. si importano solo artisti stranieri, e di quelli vendono comunque solo i grandissimi nomi che hanno alle spalle promozioni massicce e miliardarie. questo non vuol dire che non proporrò il mio lavoro anche qui, prima di tutto...ma ho il sospetto di dover allargare i miei orizzonti. sinceramente divento giorno dopo giorno sempre meno tollerante nei confronti dello spreco di talento. e considerata la fatica che stiamo facendo per realizzare qualcosa di bello mi sembra doveroso percorrere tutte le strade. devo trovare un manager, tra le altre cose. una persona in gamba a cui consegnare un pezzetto della mia fiducia con ricevuta di ritorno. in generale non amo gli intermediari, ma col carattere che ho non credo di poter fare diversamente. no, fare la "carina" con baudo non fa per me ... e il termine diplomazia nel mio vocabolario ha senso solo in condizioni di ambiente circostante immobile. appena una foglia si smuove, mi inkazzo.
questo capodanno sarà delirante. già odio le fini e gli inizi ... adesso poi, dietro l'angolo del 2007, c'è un incognita grande come un oceano. guardo molti miei amici, che hanno strade già tracciate e una relativa stabilità emotiva.
quanto ancora riuscirai a reggere Gaia, mi chiedo?
il riflesso della mia faccia sulla pallina rossa di natale appesa sulla porta rimanda un'immagine gonfia e deformata.
basta poco, in fondo, per farmi ridere.
gaia