NATALE SU ROTAIA



Mi si sono asciugate in bocca tutte le parole poetiche.
sto vivendo in modo crudo e senza fronzoli. è un periodo urbano, del tutto privo di frivolezze. preoccupazioni dense all'orizzonte. una città stranamente spoglia per essere già tanto vicini al natale. poca, pochissima voglia di raccontarmi, e forse ancora meno di ascoltare. non subisco più la magia dell'albero e non credo che quest'anno ci saranno da parte mia sentimenti di bontà, o di augurio, o di vicinanza. forse sono diventata una merda. quello che desidero è scivolare sopra queste feste come su un'onda da surf, senza bagnarmici nemmeno, velocemente, più velocemente che posso. ci sono un paio di cose che devo fare comunque per sentirmi a posto con la coscienza, a queste non posso veramente sottrarmi. si tratta di cose che ho sempre amato fare in questo periodo ma che quest'anno mi pesano moltissimo. questo mi sembra sempre più un natale su rotaia. lo so, è un nome strano, ma è come lo vedo. che arriva in un gran sporco e rumore di ferraglia su una di quelle vecchie locomotive da merci, facendo fumo denso e nero e vapore, con tanti poveracci senza denti che si affacciano dalle sue finestre velate di condensa e sghignazzano in giacca di rafia sotto le luci al neon blu. salutano e perdono noccioline salate dalle maniche, e briciole di panettone vecchio sulle poltrone di velluto viola.
una scena che ha qualcosa di Beetlejuice, forse.
così, vagamente.
forse no.

gaia