DI PANCIA

Io agisco di pancia.
a volte di cuore, quasi mai di testa.
seguo lo stomaco.
è mai possibile? decido in pochissimi secondi, all'improvviso, a seconda del malessere che ho a livello dell'ombelico. anche decisioni importanti, cosa credete. roba che decide del mio futuro. forse perchè il pianto viene da lì, e non dagli occhi come i medici ci vogliono far credere. il pianto arriva dalla pancia. è da quel punto esatto che nasce l'ansia, l'emozione, il progetto, la delusione, la frustrazione, il sentimento, l'amore.
se vedeste la mia scrivania adesso capireste meglio cosa voglio dire. è in piena tempesta da decisione di pancia. non si può descrivere. ci sono fogli tutti scarabocchiati di appunti fatti col pennarellone nero. ci sono un sacco di diagrammi a cascata, quelli con tutte le frecce che rappresentano i bivi, le scelte. ci sono due birre, una finita, una con dentro un mozzicone di sigaretta non mia. un barattolo di marmellata con i segni dei miei polpastrelli sul bordo. il phon diretto verso il mio seno che mi riscalda, perchè nel mio studio fa freddo. un paio di cuffie per ascoltare la mia musica, i miei mp3 sul pc. la freccia del mouse puntata di nuovo, dopo tanti anni, su quella voce dei Preferiti che dice "come vincere alla roulette". una pagina vecchia di 4 anni con qualche appunto di statistica, da ingegneria. il nuovo disco dei radiohead, masterizzato, ancora da ascoltare. un ansiolitico che prenderò tra qualche ora, me lo voglio gustare.
tutta questa roba pare non avere nessuna correlazione, e invece ogni cosa è legata all'altra da un intreccio tutto suo. fanno tutte parte delle solite idee malate che mi vengono a volte, e che annunciano quel fradicio orgasmo che si chiama scelta di pancia. ormai ne riconosco i segni, e a modo mio qualcosa ho già deciso.
non è certamente la cosa più sensata da fare, nè la più ovvia, nè la più importante nell'ordine delle priorità obiettive. anzi. però lo è nelle mie. ogni volta la mia pancia mi grida che cosa è giunto il momento di fare, e non appena ne vengo a conoscenza mi sembra di non poter più vivere senza averci posto rimedio.
edizioni, manager, isolated, batteria, come and see, qualcuno bravo, troppi soldi sono solo alcune delle parole che ho scritto sui fogli apparentemente a casaccio.
non saprei giustificare a nessuno cosa sto congetturando, credo nemmeno a me stessa.
so solo che lo devo fare, e basta.

gaia