CRITICA ED ARTE


Amo Walt Disney.
lo amo da quand'ero piccina ed assorbivo le sue idee e i suoi colori senza farmi nessuna domanda, e lo amo ancora adesso che riesco a cogliere la poesia più inafferrabile nascosta dietro i personaggi dei suoi cartoni animati, dietro le ambientazioni, le espressioni dei visi, le scelte scenografiche, i doppiaggi. il signor Walt Disney ha creato una società che resta imbattuta. nessuna delle altre grandi case di produzioni regge il confronto. la Disney ha quel qualcosa di unicamente magico, di geniale, di dolcemente infantile eppure grandioso che nessun altro ha. è come il talento, alla fine. c'è, si vede, gli altri lo inseguono ma senza successo. chissà qual è il suo segreto.
andate a vedere Ratatouille. mi aspettavo un cartone senza carne nè pesce. ultimamente anche la Disney ha fatto qualche errore di troppo. grafiche troppo tecnologiche, trame contorte. si stava perdendo traccia della vecchia atmosfera, quella in cui i boschi sembravano fatti ad acquerello (e forse lo erano), le streghe cattive facevano più paura di un alieno di computer grafica grazie alla sola luce di uno sguardo di sbieco, le voci erano come filtrate da un grammofono ed avevano un suono antico e purissimo, una dizione perfetta.
andate a vedere ratatouille. è un cartone moderno, impossibile che non lo sia, ma affiora ovunque l'anima disneyana di vecchio stampo di cui sentivo tanto la mancanza. sarà l'ambientazione a parigi, che di per sè fa un po' aristogatti, saranno le musiche belle epoque...sarà.
il topolino piccolo chef è il tramite di una lezione verissima, che nessuno può capire e condividere così in profondità come un'artista.
ci sono al mondo persone che si chiamano critici, esperti, giurati, discografici. una calderone di persone con le facce smunte e l'espressione avara che come lavoro giudicano quello degli altri. felicissimi quando possono essere impietosi e smontare qualcuno, perchè fa notizia, e la gente, si sa, si interessa dei fallimenti molto più che dei successi. eppure, insegna il cartone, anche l'opera più mediocre avrà sempre molta, molta più anima che uno qualunque dei loro pareri.
detta così suona scontata, e forse lo è. forse per sentirla entrare nel cuore, questa cosa, bisogna davvero ascoltarla doppiata da un personaggio disney, così perfettamente caricaturato, così perfetto in ogni lugubre dettaglio. con sotto una fisarmonica che ricama una melodia zigana, con i colori del cobalto su un cielo notturno di sfondo.
è grave che una rocker pianga nel buio di una sala, davanti ad un cuoco topolino?
gaia