PROVE E PROVE





Forse dovremo andare via dal capannone.
anzi, sicuramente, se non trovo il modo di insonorizzarlo in modo decente. mi spiace molto. c'è una specie di cantina sotto la palazzina in costruzione dell'azienda di mio padre, ma non sarebbe la stessa cosa. non avremmo libertà di movimento ad ogni ora del giorno, e temo che il custode, che sta 6 piani più in alto, ma ancora comunicanti con la parte sotto a causa dei lavori, non sarebbe molto contento. è una bella rogna. non troviamo più messaggi minatori. abbiamo affisso settimane fa un cartello sdolcinato e propositivo, in cui giuravamo che avremmo presto sgomberato. alle 23 stacchiamo la corrente come i bravi ragazzi, anche quando dovremmo provare di più. sì, bisogna pensare ad una soluzione.
le prove procedono. difficilmente chi verrà ai nostri live riuscirà a farsi un'idea effettiva del mio album. è un disco complesso, con arrangiamenti curati, irriproducibili dal vivo, a meno di non provare per un anno intero e smanettare a lungo su database di suoni e di effetti. no. dai miei live non potrete entrare nel mondo di Face to Face inteso come sound, come sfumature...per quello dovrete ascoltare il disco, non c'è altro modo. però potrete toccare con mano tante cose. la qualità della mia voce (intesa come "pasta"), il mio modo di usarla, la tempra dei pezzi, la loro stesura, le emozioni che ci volevo mettere dentro e che spero rimarranno anche nella dimensione on stage. sarà certamente un live molto più rock, molto più verace, molto più aggressivo, anche se stiamo facendo attenzione ad inserire inieizioni di elettronica che col tempo e con l'esperienza diventeranno sempre più precise e corpose. sarà un live cattivo e appassionato, per il "raffinato" ci stiamo lavorando. comincia a crearsi lo spirito di gruppo, la capacità di procedere insieme mentre si suona. è un'ottima cosa. ho la fortuna di avere una corista dalla bella voce che quando sono troppo provata o raffreddata mi sostituisce e dà la linea vocale dei pezzi, in modo che si possa lavorare comunque. cantatele voi 15 mie canzoni da live una dietro l'altra. ieri sera ad esempio avevo un mal di gola tremendo ed ero reduce da due giorni di canto, così le ho ceduto il testimone ed io ho ascoltato dall'esterno. è un procedimento utilissimo, perchè io provo sempre con gli ear monitor che in un certo senso mi isolano dall'esterno, e quindi percepisco una piccola parte del suono d'insieme. le mie osservazioni le costruisco su quello che sento, che è ovattato, confuso e soprattutto messo in secondo piano dal fatto che sono concentrata sul mio canto. sentire da fuori invece è un'altra storia. ho sentito molto più chiaramente passaggi e sfumature, tutto mi è parso più chiaro, in molti tratti più bello. sono riuscita a valutare meglio cosa funziona e cosa meno, ed ho potuto fare aggiustamenti ed osservazioni che prima mi sfuggivano del tutto. è una cosa da ripetere ciclicamente, questa, può davvero tornare utile. un'altra cosa strana è il fatto che alcune cose funzionano sul disco, e invece dal vivo, pur essendo praticamente uguali, non rendono. è certamente questione di suoni, settaggi, velocità, missaggi ... ma è anche il fatto che ogni pezzo, alla fine, nel live deve avere un vestito diverso, che si adatti al contesto. è come andare in ufficio in pigiama, o a un rave party in abito da cocktail. è questione di ambiente, di contorno...non si può prescindere dalle enormi differenze che ci sono tra una registrazione in studio ed un suono da live, anche nel presentare un pezzo.
oggi spero di riuscire a riposarmi almeno un po'.
la mia agenda è sempre piena, per molto ancora credo che non riuscirò a fare quel viaggio a Siviglia o l'Aia che medito da tempo.
aspetterò.
gaia