DUE COGLIONI COSì

Quando a gennaio ho fatto il primo provino audio-video per la sony ero nella situazione più imbarazzante del cosmo. per la prima volta entravo in uno studio di registrazione diverso da quello di emilio, per la prima volta ero davanti alle telecamere e per la prima volta ero in presenza di discografici major. ero io da sola, gaia, in un posto non mio e circondata da gente che non conoscevo e che aveva gli occhi puntati su di me. i cameraman, gli assistenti, i fonici, la madrelingua inglese, i ragazzi chiamati a incidere le parti musicali del mio album, andrea ed emilio, zerbi, quaglia, e diverse altre persone. mi hanno messo davanti a un microfono con una luce dietro la testa, un cameraman davanti a me quasi attaccato alla faccia, e si sono messi tutti di lato, nella mia stessa stanza, a guardare ed ascoltare. 6 take dal vivo, io cantavo sul serio. davanti a me, dietro il vetro, i ragazzi, i fonici, andrea, emilio. avevo gente dappertutto. mentre cantavo il cameraman si avvicinava e allontanava, tra un take e l'altro arrivava qualcuno a dirmi bene brava o darmi qualche consiglio, tutte le persone che conoscevo e anche quelle che non conoscevo stavano in silenzio come pietrificate. mi hanno detto, dopo, di aver capito che io dovevo fare questo lavoro esattamente lì, perchè chiunque sarebbe sprofondato dalla vergogna. io stessa mi sentivo morire. provate voi. presi dall'ingegneria, dal master, dalla scienza, e messi vestiti un po' straccioni in piena luce con telecamera e obiettivo fotografico a giocarti la tua (unica) possibilità in mezzo a un mare di estranei a un metro dalla tua faccia.
al festivalbar sono arrivata nelle peggiori condizioni possibili. non ero mai stata in tv, non avevo nemmeno fatto una prova, una soltanto. avevo da due settimane una tracheite grave e documentata dal mio medico che mi costringeva a bere intrugli ogni due ore mentre registravo l'album in tutta fretta, dato che "deve essere pronto in 7 giorni o crolla tutto" (s'è visto). la sera della mia esibizione non risucivo nemmeno a parlare, mi faceva un male pazzesco la gola e tossivo ogni cinque minuti. mangiavo miele e mi disperavo nell'immenso bagno della mia camera d'albergo. non provavo one live da una cosa come tre mesi, dato che nelle ultime settimane non avevo avuto 5 minuti liberi per me. ero fuori forma perchè mi ero operata il legamento crociato da tre mesi senza riabilitazione, mi faceva un male incredibile il ginocchio, ero vestita come una cogliona perchè i miei vestiti non erano arrivati in tempo per via di un disguido. non avevo fatto i suoni nell'ear monitor perchè avevano deciso all'ultimo momento di darmene uno, e non avevo la più fottuta idea di cosa cazzo avrei sentito parlando al microfono. dietro le quinte mi era stato detto di girdare "ciao napoli", e in questo stava tutto il mio soundcheck. ho cantato da schifo com'era prevedibile ed ho un pessimo ricordo di quell'esibizione, ma tutto mi possono dire fuorchè che io non abbia due palle così, due coglioni così, e un temperamento da fare invidia a chiunque. io sono uscita quando hanno gridato "gaia", sono uscita sorridendo e a testa alta anche se stavo male e volevo morire scappare eclissarmi, anche se mi sentivo come uno che viene interrogato alla maturità in una materia che non c'era, sono uscita e ho cantato la mia cazzo di canzone con tutta la voce (ma non il controllo) di cui ero capace, sono uscita davanti a migliaia di persone che non sapevano nemmeno chi cazzo ero e che avrebbero potuto tirarmi dei bidoni di latta. e adesso venitemi a dire che io non sono una maledetta stragrande battagliera. vaffanculo. quanti di voi l'avrebbero fatto? molti sarebbero svenuti come femminucce.
questo post non ha alcuna ragione particolare, anzi, non c'entra proprio un cazzo con questi giorni.
era solo per ricordarti, gaia, che tu hai veramente due coglioni così.
gaia