AFTERGLOW
Mi sono innamorata degli Afterglow da quando ho sentito Love.
non sarei mai nemmeno arrivata a sapere che esistevano sul pianeta se un regista non mi avesse indicato il loro video come esempio di auto-produzione a costo contenuto ma risultato d'effetto. non hanno ancora la risonanza che meritano. avevo anche messo un post tempo fa, con la loro canzone in sottofondo. è una delle poche che ho sul pc, e che ascolto con l'unica cassa bruciata che mi è rimasta. ma si può? lavoro con le orecchie e non ho un impianto audio decente. comunque hanno un sound accattivante, molto british, spesso emozionante. niente di particolarmente originale, ma io un po' mi sono rotta di questa cosa dell'originalità a tutti i costi. parto dal presupposto che nasce ottima musica da un ottimo talento, e che ogni anima è a modo suo diversa. ci possono essere ispirazioni, modelli di riferimento, influenze, ma sono convinta che la personalità, quando c'è, emerga anche se non forzatamente cercata. loro ne hanno. è una personalità dalle tinte comuni a molti in inghilterra, ma non per questo tocca di meno. hanno il classico look finto trasandato ma non troppo, facce intriganti ma pulite. le location delle loro foto sono, come sempre, sporche o decadenti. chi non ci cade oggigiorno? io anche ne subisco il fascino. l'unica che si ostina a stare sulla spiaggia con il vento finto tra i capelli, o in stanze laccate di vetro e cristallo, o su pavimenti lucidissimi cosparsi di olio ormai è la pausini. o madonna, ma dietro le sue scelte c'è sempre un'intuizione che si rivelerà geniale a posteriori.
Love è una canzone da macchina. da viaggio fuori confine, ma di breve durata. non ha scossoni ma ha una melodia che ti trasporta. la vedo come un tappeto volante che però non ha nulla di orientale. forse un tappeto ikea. blu e nero.
sulle note di Love ho volato a lungo quest'inverno. tutt'ora la accendo di notte, prima di decidermi ad andare a letto, quando metto lo smalto sulle unghie o finisco una pesca noce che sa di legno.
peccato che la versione singolo, rispetto a quella dell'EP, abbia perso molta della sua magia. certe volte quando si vuole mettere troppo mano su un pezzo si peggiora la situazione. si toccano equilibri precari. è per questo che stringo il culo adesso che dobbiamo finire i missaggi.
basta un attimo e puf!, hai rovinato una canzone.
agli Afterglow vorrei poter dire che il successo più bello è quello che arriva lento, preparatorio, progressivo, proprio come un orgasmo.
è quello che ti fa sanguinare le mani durante la scalata.
è quello che quando guardi giù dalla cima non ti fa vedere più niente da tanta acqua hai negli occhi, e tu non sapresti dire se è sudore, o sono lacrime di gioia.
gaia