AMORE UNIVERSALE

"I'm possessed by love. I'm not a very good partner for anybody, and that's why I think that my love is dangerous. I generate a lot of friction, so I'm not the easiest person to have a relationship with. I'm the nicest person you could meet, my dear, but I'm very hard to live with. I also found that in a way, over the years, I've become bitter. I just don't trust anybody because I've been let down so many times.success has brought me millions of pounds, and worldwide adulation, but not the thing we all need: a loving relationship. you can be loved by so many thousands of people , yet still be the most loneliest person. it's hard for people to understand you can be lonely.
I'm not married to music, I'm married to love. music is my job, my work. I'm a total romantic and I'm married to love and people."
Freddie Mercury


non vi tedierò più con queste citazioni.
ma oggi concedetemelo. la gente fa musica e sogna il successo per tanti motivi. alcuni per i soldi, altri per la gloria, ma in generale il denominatore comune è l'amore della gente. credo che tutti gli artisti si espongano, con rischi anche gravissimi, perchè il possibile ritorno è qualcosa che non ha prezzo: amore. amore globale, incondizionato, l'amore di tanti, tantissimi, di tutti. più o meno inconsciamente è questo che agogna chi fa musica (e non solo), non unicamente l'espressione di sè attraverso le note o si suonerebbe in camera propria per un pugno di anime elette.
uscire allo scoperto, spesso ferendosi al punto da non risalire più, è qualcosa che si fa solo se spinti da una motivazione più grande.
poi invece leggi quello che diceva uno che è arrivato sul punto più alto della vetta, e che ad anni dalla sua morte ancora è osannato e compianto da gente di ogni sesso ed età. e attraverso i suoi occhi capisci che forse è tutta un'illusione. che la fama non ti dà amore. paradossalmente ti dà una solitudine ancora più forte, e lacerante, e gridante, proprio perchè inspiegabile e poco compresa. l'amore "worldwide" di un intero globo pare non servire...perchè non è amore nella sua essenza più piena, e soprattutto non è amore per la persona ma solo per quello che rappresenta, per il suo ridicolo fantoccio.
penso che se ne sia accorto dopo anche lui. penso che sia necessario attraversarla davvero, una cosa così, per crederci. quando sulla vetta non ci sei sei uno sbruffone e fai lo scettico. balle! io se fossi come lui non mi sentirei sola per un cazzo! mi sentirei un dio e avrei tutto l'amore di cui ho bisogno, moltiplicato per dodici zeri! invece...volendomi fidare di quanto dice uno che veramente ci è passato è tutto solo un ologramma.
un unico, immenso bluff, color riflettore.
pare proprio che la solitudine interiore sia una delle cose più dure da sconfiggere, o forse solo una non-bypassabile condizione di default di questo stupido animo umano.

gaia