VITA DA STUDIO

Venerdì sono andata in studio ed emilio aveva fatto ordine.
succede ad ogni equinozio di primavera più o meno, solo che stavolta non me l'aspettavo, non me l'aspettavo a tal punto che nemmeno me ne sono accorta ed emil ci è pure rimasto male.
in effetti c'era un sacco di spazio in più per stare in piedi fermi senza uno scopo, cosa utilissima questa. la zona pc è stata spostata di lato vicino alla finestra, con il sole sempre allo zenith, così che uno per riuscire a vedere qualcosa deve inclinare lo schermo e contemporanemaente giocare di mano con le tende, in una triangolazione che annulli il riflesso. però sta bene.
sopra la mia mega lavagna cancellabile, che ho pagato sessanta euro ad inizio disco e che sarebbe dovuta essere riempita di brainstorming, illuminazioni, pentagrammi, schemi logici, c'è scritto da 3 mesi "scemo chi legge" e anche "tu vuoi capire troppe cose", che è quello che mi dice emilio quando indico col dito tutte quelle robe colorate sul suo monitor intimandogli di spiegarmi perchè quella frase che mi piaceva tanto adesso mi fa vomitare.
so cosa succede ad emilio quando ha queste botte di ordine, perchè è la stessa cosa che succedeva a me quando ero bambina.
non so perchè, ma da piccina avevo veramente la fissa della casalinghina perfetta. parlo di anni 4-5, non di più. cominciò guardando i primi cartoni della disney, roba come biancaneve, cenerentola, la bella addormentata nel bosco. mi svegliavo tutte le mattine e me li guardavo con mia sorella. me ne fottevo della trama. a me interessavano solo le parti con le pulizie. il lavaggio delle scale, lo sprimacciamento dei cuscini, lo stiraggio, e soprattutto la cucina. mi esaltavo come un'invasata. aspettavo che mia mamma uscisse e poi mi mettevo al lavoro. tutto doveva essere perfetto, come nei cartoni. quello che contava era far sparire più roba possibile canticchiando. come faceva biancaneve. buttavo tutto quello che trovavo nel ripostiglio, tanto chissenfrega! una casa ordinata è una casa sobria. in quella di biancaneve c'erano solo sedie, letti, un tavolo e le cose per fare una torta. ci provavo anche io, ma non avevo uccellini allegri che mi aiutavano sfarfallando a fare gli orli alla pasta. al massimo mi cagavano nel piatto quando uscivo a far raffreddare l'aborto di gusci uova e farina che avevo mantecato dentro una pignatta. ma io restavo allegra. allegrissima. con un foulard sulla testa cantavo "la, lalla, lalalalallaà!", che era più o meno quello che faceva biancaneve, solo che io sbagliavo tutte le note e veniva una roba tipo il violino triste di frankestein junior. ma andava bene lo stesso. mia madre credeva che fossi scema. mia sorella mi idolatrava. tutte le mattine si svegliava e si metteva al mio servizio. le mie finte torte le sembravano la cosa più disney della terra, anche con la merda di passero sopra.
ero un esserino delirante che aveva un grande sogno: diventare la più grande massaia del mondo. poi non so cos'è successo. sono mutata. oggi vivo nel caos più totale, e ogni forma d'ordine mi infastidisce. anche quello di emilio. che è decisamente delirante, come il mio di allora.
quando in studio mi vogliono fare inkazzare mi portano a pranzo al cenacolo, che odio profondamente perchè a mezzogiorno fa solo pizza e due tipi di primo unti e pesanti da camionista. l'altro giorno eravamo a tavola in 6. da un lato emilio, lele e andrea, e dall'altro io, fabio e un ragazzo che sta lavorando per un progetto di Salerno. di là si parlava di microfoni shure, da noi di cristo, la maddalena, il senso della vita, la corruzione della chiesa, i miracoli e giuda. giuro che questo sbilanciamento non era colpa mia ma di fabio, che ha sparato cazzate per due ore sull'anticristo, la madonna, la sua nascita della fede, l'annunciazione e sul fatto che la Bibbia è una fonte inesaurbile di testi (per canzoni), al punto che uno di noi voleva cambiare posto e passare dall'altro lato, dove "ci si divertiva".
e poi dicono che bevo troppo.
comunque la scena più bella è stata al ritorno in studio, dove nel cazzeggio post pranzo (cioè quello pre caffè, pre pre the, pre pre pre sigaretta, insomma non si fa mai un cazzo) fabio stava seduto sulla poltrona gridando un racconto su certi suoi loschi conoscenti coinvolti in spacci di kili di coca, prigioni, arresti, intercettazioni, insomma tutti paroloni cattivi, finchè non gli è squillato il cellulare.
"drrrriiiin"
"pronto?......ma perchè, che ore sono nonna?" :-/

sono 4 giorni che non vedo Capitan Findus.
spero non sia morto.
domani gli suono il campanello e mi nascondo, per vedere se c'è.


gaia