THE TRUMAN SHOW
Oggi voglio godermi il sole.
in realtà ne posso prendere poco, in genere. amo la pelle chiara e la mia è delicatissima. il sole la schiaffeggia e posso arrivare solo allo stadio di colorito ambrato, perchè quello successivo è rosso pomodoro di mare. così mi tocca mettere lo schermo protezione totale, sempre, anche quando il sole è in realtà un " S o l E " frastagliato e blando che passa scomponendosi leggero attraverso le fronde degli alberi. nemmeno tutto intero.
oggi me ne frego.
sulla spiaggia vuota dietro S. Felice, dove ogni tanto fuggo a meditare sul da farsi, si vedono solo anatre, yacht di qualche tedesco che finge di essere ricco (ma non lo è, lo capisco dai nomi che danno alle barche) e anime solitarie tutte dotate di mp3.
stamattina mi ha avvicinato un tizio sui 35 anni abbastanza folle da fare il bagno con questa temperatura dell'acqua. si è asciugato, rivestito, preparato per andare via, e appena mi è passato davanti si è girato e mi ha detto di colpo "ma hai litigato col tuo ragazzo?" :-/
ma che cazzo di domanda è?
ho dimenticato le virgolette, perchè gliel'ho detto davvero: "ma che cazzo di domanda è?"
"no, così, è che sei qui tutta sola e poi prima vedevo che parlavi al telefono con qualcuno ed eri arrabbiata".
giuro che nella testa avevo sigla dei flintones mentre questo mi parlava. non chiedetemi perchè, mi succede così, se qualcuno dice una scemenza o invade la mia privacy sento nel cranio il jingle di un cartone animato. gli rispondo che no, non ho litigato con il mio ragazzo e che ho i miei motivi per arrabbiarmi al telefono (ma che ne sa lui... www.gaiariva.com, gli volevo dire. vai e capirai).
ho guardato l'orizzonte e quando ho spostato lo sguardo era ancora lì, solo che stavolta si era seduto. non era in programma nel mio trio gaia-anatre-acqua.
insomma, per farla breve è stata almeno un'ora di gaia-anatre-acqua-fintsones-mister X, ma ad essere sincera qualcosa mi ha impressionato. mi ha raccontato che la sua attività era fallita e che si stava arrabattando per sopravvivere in attesa di avere le finanze, un gancio, un amico e le palle di ricominciare da capo, magari altrove. un bar all'estero, un'idea di business.
tra un Barnery e una Wilma gli prestavo attenzione e mi sentivo stringere lo stomaco.
un uomo con un sogno distrutto che cercava di raccogliere i pezzi e andare avanti. molto più incasinato di me perchè economicamente era messo male, mentre io ho il culo coperto. e tutte le volte che parlava della fatica morale e non di andare avanti senza sapere come fare a dare una svolta alla propria esistenza (c'è da chiedersi perchè faccio l'effetto lettino dello psicanalista) io mi guardavo la punta delle dita con terrore.
pensavo al giorno in cui, dio non voglia, capiterà a me.
pensavo a quando a 37 anni, abbronzata troppo e male, fermerò sulla spiaggia un perfetto sconosciuto chiedendogli se sua nonna sta bene solo per poter condividere il mio dramma con qualcuno dallo sguardo sveglio.
pensavo al perchè sarei andata su una spiaggia da sola a fare un bagno troppo freddo, troppo presto, senza un masso legato al collo.
e pensavo a cosa avrei pensato di me stessa.
se mi sarei sentita una fallita o una donna inutile.
queste sono le domande che mi faccio ogni santa notte, solo che oggi hanno preso una forma fisica. me le hanno fatte vedere per un istante in fumetto.
o in cortometraggio. un'ora sola di un minuscolo Truman Show.
"che cosa fai nella vita?", mi ha chiesto.
"l'ingegnere".
gaia