LEONARDO
Mi sarebbe piaciuto conoscere Leonardo da Vinci.
ok, detta così suona come un'ovvietà esagerata. a chi non sarebbe piaciuto? mio padre darebbe una gamba per sedersi con lui davanti ad un paiolo di zuppa sul fuoco ed osservarlo mentre fa gli schizzi di qualche deltapalano almeno 400 anni prima che qualcuno inventi le ali.
la mia motivazione è molto meno ovvia. muoio dalla curiosità di sapere che carattere avesse un genio della sua portata. vorrei sapere come si relazionava con le persone, con i semplici e con i ricchi. con le donne. se aveva sempre il sorriso sulla faccia e poi si riinkazzava quando si chiudeva la porta di casa alle spalle, o se era burbero come ci vuol far credere dal suo autoritratto. di leonardo mi affascina l'aspetto umano, perchè è l'unica cosa che ha avuto l'accortezza di non lasciar trapelare ai posteri, mai, nemmeno per sbaglio, in nessuna sua sfumatura. che era egocentrico fino al midollo si sa (e chi se lo può permettere, se non lui?). ma com'era a tavola? era ironico? autoironico? o un babbeo chiuso e riservato, di quelli che se non li conosci bene ti fanno dire "che tontolone che è quello là!", roteando l'indice per aria?
mi piace credere che fosse divertente.
un leonardo poco autoironico pederebbe più della metà della sua grandezza. un leonardo tiraculo invece mi potrebbe spingere a dedicare la vita a inventare la macchina del tempo, per correre da lui a farmi autografare la testa.
in effetti ci sono solo tre momenti del passato in cui mi piacerebbe teletrasportarmi. il primo è la terra ai tempi dei dinosauri, per vederli in azione e vedere l'effetto che fa sentire nell'aria il rimbombo atavico di urla selvagge ed aggressioni carivore, mentre il cielo si macchia di gas, vapori rossastri e scariche elettriche che incenersicono a caso pterodattili di passaggio.
il secondo è il tempo delle streghe medioevali, perchè ho un'insana attrazione per la magia e l'esoterismo, pur non praticandolo e tenendomene alla larga per ovvie (nel mio caso) ragioni di autosuggestione. alchimisti e streghe dal sesso facile, sparpagliati per la campagna o rinchiusi in sotterranei umidi e sudaticci ad essiccare ramarri per far innamorare.
il terzo è il tempo di leonardo. nella casa di leonardo, in braccio a leonardo, mentre reggo la lanterna a leonardo, mentre cucino per leonardo, mentre aspetto leonardo alla finestra, nel letto di leonardo, a cavallo con leonardo, mentre stiro le tuniche di leonardo (schizzi recenti dimostrano che aveva già inventato la Vaporella), mentre mescolo i colori per leonardo o ci gioco ad 1-2-3-stella perdendo sempre.
se il signor da vinci sapesse che preferirei tatuarmi la sua faccia su una spalla piuttosto che il mio ideogramma cinese, forse riderebbe. o forse non gliene fregherebbe un cazzo, dato che sta già su 12 milioni di tazzine da caffè, tre miliardi di T-shirt, 2 trilioni di libri e almeno 1000 muri sparsi per il mondo, più un imprecisato numero di mutande e strizzatette.
da molto, molto vecchia potrei raccontare al pneumologo che mi spoglia per auscultarmi i polmoni che leonardo fu uno dei miei più cari amanti e che sì, sono la donna più vecchia del mondo, ma per favore non lo si dica a nessuno.
gaia