INVENTO
Quando sono impaziente, eccitata, ansiosa o semplicemente insonne (cioè praticamente sempre) disegno, o scrivo, o compongo, o invento.
non parto quasi mai con un'idea precisa di quello che mi va di fare. faccio. punto. in genere prendo in mano una matita, un mozzicone sciatto a cui sono molto affezionata e che ahimè prima o poi finirà, e mi metto a scarabocchiare su uno dei fogli bianchi che stanno nella stampante. è una mina 2B, di quelle morbide e pastose che fanno la bava se passi sulla carta con il braccio. le mie preferite.
a volte ho della musica in cuffia, e la mia posizione assomiglia a quella di un gobbo sbilenco che porta il peso del mondo solo da una parte. sì, mi si sono rotte le casse del pc da un paio di mesi e le cuffie sono quelle del walkman da corsa: troppo corte per arrivare dalla presa a me. così sto accartocciata di lato guardando lo schermo di sbieco con il filo tiratissimo mentre disegno. sul filo poi c'è il magnete che dovrebbe servire a farlo aderire alle zip della felpe da corsa, ma che nel mio caso si attacca al modem col risultato di accorciare ancora di più i pochi mm che ho a disposizione.
sono una buffa caricatura di me stessa, sospesa tra il sognante spinto e l'alterato andante (con brio).
la gente in genere quando si vuole scaricare esce. va a bere un aperitivo color rosso rubino con il ghiaccio, in piedi, all'ingresso di qualche locale alla moda, o si ammazza di ballo in discoteca. alcuni vanno a mangiare fuori, poi raggiungono la compagnia "al solito posto" e solo verso mezzanotte scoprono che la vita fa schifo e che quello che ci vuole sono almeno tre birre fredde buttate giù di fila per non vedere più la faccia della propria pallosissima ragazza. ovviamente la cosa vale anche a ruoli invertiti.
io no. voglio dire, l'unica cosa che veramente mi rilassa è creare qualcosa. tutto il resto è fuffa. non sto dicendo che amo creare cose intelligenti o illuminate. possono anche essere enormi cazzate o lapalissiane minuscole cazzatelle senza nemmeno un nome. però faccio. ridistribuisco l'energia dell'universo quel tanto che basta per appropriarmi di un pezzetto di essa.
l'unico che assisteva ai miei deliri notturni era Mr Bambù...l'unico che stava in piedi di notte nei miei appartamenti. mi fissava con la testa appoggiata alle piastrelle e zampe stese indietro, da gnoccolone, con l'occhio lucido di chi ha tanto sonno ma è troppo curioso per dormire. mi vedeva temperare la matita, registrare un po' di voce sul wav, fare delle prove bagnate per vedere se la saliva riesce a diluire il colore dell'evidenziatore per farlo sembrare acquerello. mi sentiva battere sulla tastiera, vagare in internet, salvare un'immagine, modificarla per un'ora e poi decidere che era quanto di più irritante si fosse mai visto, un insulto al senso estetico, e che meritava di finire dritta nel cestino. tutto questo ha visto Mr Bambù nei pochi anni che ha passato accanto a me, diventando uno dei cani più squilibrati, eccentrici, interessanti ed adorabili che siano mai passati su questo pianeta.
c'è una sua foto, proprio qui, sopra il pianoforte.
mi guarda e mi dice: "che combini stasera?"
possiamo colorare un po', o pensare ad una nuova poesia, o inventare un logo, o trovare lo special di quella canzone che parla di vino e formaggio su una tovaglia viola, quella che non registrerò mai.
decidi tu, tesoro mio.
gaia