13 DICEMBRE

Santa Lucia è la mamma.
A parte questo, combatto contro l'influenza da qualche giorno ormai, ma mi sforzo di essere presente in studio il più possibile. a volte rimango imbozzolata in un angolo come una crisalide avvolta in 8 metri di sciarpa azzurra. sembro svenuta o distratta, ma in realtà un segmento del mio cervello vigila (vi ho mai detto che so fare un sacco di cose contemporaneamente? tipo guidare/mangiare un toast/digitare un sms senza guardare/disincastrare l'accendisigarette?). non gliene faccio passare una ad emil o andrea. "che è sto suono qui? schifo!" ... "no! togliere ste due note di piano!" ... "ma la batteria prima non era diversa? cosa le è successo? emilio cosa hai fatto!" ... "la chitarra qui ha un suono anni80 (l'insulto peggiore che si possa fare a me o andrea)".
una rompicoglioni, sì. ma è giusto.
a volte penso a quanto l'emozione di veder un proprio pezzo che prende forma sia fortissima e contrastante. c'è da agitarsi, esaltarsi, ma anche da stringere le chiappe. si attraversano fasi di euforia e fasi di sconforto. i tranelli sono innumerevoli. non c' è niente di più difficile che vestire un pezzo chitarra e voce. devi essere coerente con quello che sei, che vuoi essere, con il genere a cui punti possibilmente senza tralasciare una piccola furba spolverata di radiofonia. ahimè, quando si fa un disco non più solo per se stessi il maligno occhio del mercato è sempre lì che ti spia e ti condiziona. quindi, non essere commerciale ma nemmeno anti, non essere banale ma nemmeno troppo di nicchia. o comunque che in quella nicchia non ci siano meno di 100 persone.
e sebbene fisicamente sia emilio a smanettare sul computer, tutti e tre mettiamo il nostro contributo, ogni 5 secondi, a suon di suggerimenti ed impressioni che a volte suonano come rumori strani o balbettii onomatopeici. "io qui ci vedo un suono più acuqatico, una cosa più sognante, tipo plin plin plin, su queste note. capito?" ... "proviamo a sporcare il piano, dai, distorciamolo come se fosse una radio anni 60, più crrrrrr, più zfffff" ... "io qui ci vedo un suono ovattato, così è troppo in faccia...dopo lo sdeng sdeng ci metterei tipo un violino però come se fosse avvolto da una coperta"...
sembrano cazzate, ma si chiamano idee.
tanta gente pensa che un cantante, una volta scritto il pezzo, abbia solo da registrare le voci. ma che storie sono? non so come lavorano gli altri, ma nel mio disco ci sono dentro io in ogni minuscola goccia.
dietro la scelta di ogni suono, di ogni stacco, di ogni frase, di ogni idea ci sono anche io. a volte suggerisco, a volte approvo o boccio. com'è naturale che sia. un lavoro di squadra faticosissimo ma indispensabile.
so perfect era inziata nel modo sbagliato. a volte si autoalimentano i propri errori, ecco il rischio...non vedere, non "sentire". forse eravamo stanchi. fatto sta che alla fine della giornata io ho detto "fa schifo così. ha perso ogni emozione. si è appiattita".
non è stato facile per nessuno, ma abbiamo ricominciato da capo.
e adesso funziona. ed emoziona.
è questa la magia e il parto di creare qualcosa.
e vale la pena di soffrire imbottita d'aspirina, o di sembrare alien nel guscio, se poi il risultato ti fa sospirare.
gaia
ps: in fondo alla pagina ho aggiunto uan mailing list e un tell a friend. per chi volesse.