NOTTE

E' la grande sfida della vita, riuscire a capire se stessi.
fino in fondo.
arrivare a vedere con chiarezza quello che si è e quello che si crede d'essere, non essendolo.
Consapevolezza.
non mi piace la notte.
sempre troppo scura, troppo impietosa, troppo sulle sue.
sempre troppo incollata alle finestre di casa, tanto che sembra bussare.
a volte ha la faccia della luna, altre del tuo riflesso sul vetro.
in ogni caso ti fissa.
e tu non ci puoi fare niente se non sentire la sua umidità addosso.
io l'ho sempre pensato: i giorni di sole scoreggiano, la notte lecca.
lo so, sulla bocca di una ragazza certe parole suonano come uno schiaffo, ma cosa ci posso fare...è così che mi sembrano le cose.
di notte non vedi le facce degli altri nè le facce degli altri su di te.
resti solo con quello che sei e con quello che credi d'essere, non essendolo.
ti domandi se hai mai capito davvero cosa voglia dire fare musica, se l'hai mai voluto sul serio, se quello che scrivi e che canti è la fottuta, profonda verità.
fuori, su un ramo, dovrebbe cantare un gufo notturno, o lontano nell'erba strillare un'anatra selvatica.
non succede.
sei in città.
un tipo di notte metropolitana che violenta come sempre disegna la tua ombra sul muro sotto il lampione.
guardo il mio profilo, con un occhio che va di lato come se si spostasse sulla guancia.
farò musica? la farò sul serio? sarò un'artista? lo sono SUL SERIO?
poche cartacce unte si appiccicano alla suola delle scarpe mentre cammino brontolando, in un breve attimo in cui mi sento solo quel che sono.
gaia