LA GAVETTA
Sono un po' in stallo perchè per rispettare le promesse che vi ho fatto devo perfezionare alcuni devices tecnici.
parcheggiare files, scattare foto, insomma tutto quello che serve per rendere questo posto più variopinto e "multimediale".
ho progettato anche uno scheletro di sito web...in realtà è ambiziosissima come idea concettuale e dovrò ipotecare la casa (che non è mia) per realizzarlo, ma credo che il gioco valga la candela.
più avanti vi parlerò di cosa ho congetturato.
il mio ex batterista mi ha fatto notare in questi giorni quale strana gavetta abbiamo fatto insieme.
sono affiorati alla memoria ricordi lontani e divertentissimi, quando tutta quest'avventura aveva il sapore nuovo delle cose iniziate da poco e l'ingenuità di quando si è quasi bambini.
ricordo i nostri concerti in giro per la provincia,sempre in posti stranissimi...in una pizzeria per gli intolleranti al glutine, sopra un trattore in campagna, ad un concorso di un oratorio di paese di cui non ricordo il nome, e dove non abbiamo vinto.
quanto mi ero inkazzata!
era la mia seconda uscita (si parla di circa 8 anni fa, mamma mia) e ricordo di aver vissuto la sconfitta come una perdita su tutti i fronti.
nella mia visione amplificata delle cose, quella sarebbe stata la fine di ogni mia ambizione musicale.
per fortuna il tempo guarisce tutto, anzi, ti insegna a vedere e ad affrontare le sfide con più logica, più iniziativa.
e siamo andati avanti.
quando ho vinto per la prima volta il concorso di bresciaonline pensavo di essere a un passo dal successo.
quando mi ha chiamato il manager di renga qualche mese dopo credevo che il prossimo compleanno l'avrei passato con Madonna.
quando invece mi ha chiamato la sony BMG, 7 anni dopo, ero talmente disillusa che non ho fatto nemmeno un sorriso.
questo ti insegna la gavetta, l'esperienza.
ad andarci piano,a diffidare.
ma anche ad aggrapparti all'enorme passione che ti brucia dentro, che si chiama Musica, quando non hai altro appiglio che il tuo kazzo di talento e la tua voglia di riuscire.
perchè a volte sembra rimanere solo quello.
quello che si perde è l'innocenza e l'esagerazione...il cuore in gola prima di suonare davanti a 15 persone, di cui 8 vecchi e gli altri bambini...la capacità di vedere in un serata in birreria per divorziati un'occasione per mettersi in mostra, e magari essere scoperti da un talent scout.
magari è ingenuità, magari inesperienza, ma era così bello pensare che dietro ogni angolo ci fosse la svolta in grado di trasformare in un attimo un sogno in realtà.
rileggendomi sembrano le memorie di una vecchia.
fa niente.
in fondo la vita è un vecchio film alla meryl streep.
gaia